03/04/2012
Cosa sono i RADICALI LIBERI?
I radicali liberi sono prodotti di “scarto” che si formano naturalmente all’interno delle cellule del corpo
quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). Se sono
in quantità minima aiutano il sistema immunitario nell'eliminazione dei germi e nella difesa dai batteri.
Dal punto di vista biochimico, i radicali liberi sono frammenti di molecola dotati di un elettrone spaiato
(numero dispari di elettroni nell'ultimo strato, quando normalmente gli elettroni sono accoppiati), che si
formano nelle cellule sia in seguito alle normali reazioni metaboliche sia in seguito a stimoli esterni:
radiazioni ionizzanti, elevata tensione di ossigeno, sostanze chimiche di varia natura.
Tra i radicali liberi piu' pericolosi ci sono i composti dell'ossigeno, il cui effetto é simile a quello delle
radiazioni: anione superossido, acqua ossigenata e idrossilico. Il più diffuso è l'anione superossido
che è estremamente pericoloso perché distrugge l'ossido nitrico determinando ipertensione.
I radicali liberi sono fortemente ossidanti, molto reattivi e vanno alla ricerca disperata di ciò che hanno
perduto: un elettrone per completare la doppietta. Questo li porta a reagire con altre molecole, creando
nuovi radicali instabili e dando inizio a reazioni a catena che finiscono per danneggiare irreversibilmente
le strutture cellulari.
In condizioni fisiologiche vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro
neutralizzazione da parte dei meccanismi anti-ossidanti di difesa. Quando prevale la produzione di
radicali si viene a determinare un danno, definito stress ossidativo, che, a lungo andare, comporta una
progressiva usura.
Oltre alle normali reazioni biochimiche di ossidazione cellulare, contribuiscono alla formazione dei radicali
liberi:
•alcune disfunzioni e stati patologici come le malattie cardiovascolari, l'artrite reumatoide, gli
stati infiammatori in genere, i traumi al sistema nervoso, ecc.;
•l’ischemia dei tessuti e conseguente riduzione dell’apporto di sangue;
•le diete troppo ricche di proteine e di grassi animali saturi;
•gli alimenti non tollerati;
•la presenza di un eccesso di ferro che, nella prima fase della trasformazione, fa liberare dal
perossido di idrogeno il radicale ossidrile, che è in grado di attivare reazioni chimiche ulteriormente
dannose;
•l’azione dei gas inquinanti e delle sostanze tossiche in genere (monossidi di carbonio e piombo
prodotti dalla combustione dei motori; cadmio, piombo e mercurio prodotti dall’attività industriale;
idrocarburi derivati dalle lavorazioni chimiche, ecc.);
•il fumo di sigaretta, che è una vera e propria miniera di sostanze chimiche;
•l’eccesso di alcool;
•le radiazioni ionizzanti e quelle solari (ozono in eccesso e raggi UVA e UVB). Le radiazioni solari
inducono sulla pelle processi di fotoossidazione che degradano gli acidi grassi polinsaturi
delle membrane cellulari e conseguente formazione di radicali liberi;
•i farmaci;
•l’attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare, causa un incremento
notevole delle reazioni che utilizzano l’ossigeno (aumento della respirazione polmonare e
dell’attività dei mitocondri delle cellule muscolari, ecc.) e conseguente surplus di formazione di
perossido di idrogeno. Anche le reazioni biochimiche legate all’accumulo e rimozione
dell’acido lattico dai muscoli affaticati, contribuiscono ad innalzare la soglia dei radicali liberi.
Secondo alcuni studiosi, la lisi della membrana cellulare da parte dei radicali liberi (perossili),
è una delle cause del dolore muscolare. Lo stesso avviene per i globuli rossi, contribuendo a
determinare o accentuare l’anemia negli atleti. L’atleta allenato è comunque in grado di fronteggiare
la presenza di radicali liberi in maniera nettamente più efficace del sedentario o di chi
pratica attività fisica saltuariamente.
Quando respiriamo, introduciamo ossigeno. Il 95% circa di questo ossigeno viene utilizzato dalla cellule
per produrre energia; mentre la parte rimanente dà origine ai radicali liberi. Questo è un processo
fisiologico, normale, e l’organismo di una persona sana è attrezzato per fare fronte alla presenza di
questi radicali liberi difendendosi con un proprio sistema anti-radicali, che si chiama sistema antiossidante.
Questo sistema antiossidante comprende meccanismi enzimatici e meccanissmi non-enzimatici. Tra i
primi vi è la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto. Tra le sostanze non enzimatiche
ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianine, ecc.
Pertanto, alla formazione di radicali liberi il nostro organismo risponde mediante il suo sistema antiossidante.
Se però il quantitativo di radicali liberi prodotto è superiore a quello fisiologico, il nostro sistema
antiossidante non è più in grado di neutralizzare questo eccesso, per cui i radicali liberi aggrediscono
le cellule, provocando danni più o meno gravi (stress ossidativo).
L’azione distruttiva dei radicali liberi è indirizzata soprattutto sulle cellule, in particolare sui grassi che
ne formano le membrane (liperossidazione), sugli zuccheri e sui fosfati, sulle proteine del loro nucleo
centrale, specialmente sul DNA (acido desossiribonucleico) dove alterano le informazioni genetiche,
sugli enzimi, ecc.
L’azione continua dei radicali liberi si evidenzia soprattutto nel precoce invecchiamento delle cellule e
nell’insorgere di varie patologie gravi come il cancro, malattie dell’apparato cardiovascolare, diabete,
sclerosi multipla, artrite reumatoide, enfisema polmonare, cataratta, morbo di Parkinson e Alzheimer,
dermatiti, ecc.
di Alberto Foresta naturopata