LuciaCasella

LuciaCasella Al Bell’Essere di Luce potrai rilassarti e lasciare fuori dal centro lo stress dai ritmi che la quotidianità ci costringe a vivere.

Utilizzo Prodotti e Macchinari di ultima generazione affidabili e sicuri. 🌸 La bellezza inizia dalla pancia

Sono Lucia Casella, professionista olistica e creatrice del metodo La Danza delle Emozioni™, un approccio che unisce corpo, emozioni ed energia. Dopo anni di esperienza in un centro estetico, ho scelto di proseguire come libera professionista per dedicarmi completamente alla persona — offre

ndo percorsi individuali di riequilibrio viscerale, trattamenti energetici e consulenze personalizzate. Collaboro con studi e centri selezionati e condivido, attraverso i miei canali digitali, strumenti e riflessioni per aiutare le persone a riconnettersi con sé stesse. 🌿

03/09/2026

La pancia nasconde, ma non ruba.
Stamattina pensavo a quanto sarebbe interessante, ogni tanto, ascoltarci davvero mentre chiacchieriamo con un’amica.
Perché in una semplice conversazione raccontiamo tantissimo di noi: una preoccupazione, una rabbia, una paura, qualcosa che ci ha ferito… magari episodi che consideriamo piccoli e che pensiamo di aver già lasciato andare.

Ma il corpo spesso racconta altro.
Lo stomaco che si chiude.
L’intestino che si agita.
Quel nodo nella pancia.
Una tensione che compare proprio quando pensiamo a una determinata situazione.
Ed è proprio da qui che nasce il mio lavoro.

Sono specializzata in massaggio viscerale e lavoro sull’addome dal punto di vista fisiologico, ma nel mio metodo considero anche ciò che quella persona sta vivendo a livello emotivo ed energetico.
Perché non mi interessa soltanto lavorare su una pancia tesa.
Mi interessa capire cosa sta raccontando quel corpo.
Da un po’ di tempo sto portando questo lavoro ancora oltre: attraverso l’ascolto del corpo, le visualizzazioni e il lavoro sui centri energetici, possiamo partire da una situazione concreta che stai vivendo, riconoscere cosa senti nel corpo e iniziare a comprenderlo in modo più consapevole.

E questa parte non ha necessariamente bisogno di un lettino: possiamo lavorarci anche online.
Nei prossimi contenuti voglio iniziare a farvi vedere concretamente come funziona.
Perché a volte pensiamo di aver dimenticato qualcosa.
Ma il corpo se lo ricorda.

25/08/2026

Non sempre prendersi cura di sé significa fermarsi.

Ci sono momenti in cui mi accorgo che stare ferma mi fa rimanere ancora di più dentro gli stessi pensieri.

Ed è proprio allora che cerco di fare qualcosa.

Camminare.
Uscire.
Muovere il corpo.
Cambiare ambiente.

Non per scappare da quello che sento e neanche perché penso che basti una passeggiata a risolvere un problema.

Lo faccio per creare un movimento.

Perché a volte il primo cambiamento non avviene quando trovi finalmente tutte le risposte.

Avviene quando smetti di aspettare di sentirti diversa prima di fare qualcosa.

Il corpo, anche in questo, può diventare il punto da cui ripartire.

Quando ti senti bloccata, tu cosa fai concretamente per rimetterti in movimento?

22/08/2026

Ieri ho incontrato Delfina.

88 anni.

Camminava davanti a me e a un certo punto ho notato che era un po’ affaticata. Mi sono avvicinata per chiederle se andasse tutto bene.

Mi ha raccontato che le sue amiche erano partite prima e che lei aveva deciso di uscire più tardi per andare loro incontro e poi tornare insieme.

Quando mi ha detto la sua età l’ho guardata sorridendo.

88 anni. Ed era già arrivata fin lì.

Abbiamo continuato a parlare e poi ci siamo fermate su un ponte a guardare il fiume.

A un certo punto mi ha detto una cosa bellissima:

quando ha brutti pensieri viene lì e li lascia un po’ andare.

E mentre parlavo con lei ho pensato a quante volte, invece, siamo noi a decidere in anticipo fin dove possiamo arrivare.

Ci poniamo dei limiti ancora prima di provare.

A volte perché abbiamo paura di fallire. A volte perché non vogliamo deludere le nostre aspettative. E allora è più facile dirci:

“Non ce la faccio.” “Non è per me.” “Ormai è troppo tardi.”

Naturalmente ascoltare il proprio corpo è importante.
Ma c’è una grande differenza tra riconoscere un limite reale e costruirsene uno per paura.

Delfina ieri non mi ha insegnato che bisogna andare oltre il proprio corpo a tutti i costi.

Mi ha ricordato qualcosa di molto più semplice:

a volte potremmo arrivare molto più lontano di quanto abbiamo deciso di credere.

E forse alcuni dei limiti che sentiamo non sono davanti a noi.

Sono nella storia che continuiamo a raccontarci.

Tu quale limite ti stai raccontando da troppo tempo?

LaDanzaDelleEmozioni

Molte volte ci raccontiamo che quello che stiamo vivendo sia la verità.Ci convinciamo che sia così, che vada bene così, ...
19/08/2026

Molte volte ci raccontiamo che quello che stiamo vivendo sia la verità.

Ci convinciamo che sia così, che vada bene così, che non ci sia altro da vedere.

Eppure il nostro corpo, il nostro essere, ogni nostra cellula, ci fa percepire che qualcosa non torna.
Lo sentiamo. Lo avvertiamo. Vibra dentro di noi.

Se ci concedessimo davvero del tempo per stare con noi stesse, forse quella solitudine che tanto rifuggiamo smetterebbe di farci paura.

Perché è proprio lì, nel silenzio, che iniziamo a pensare.
A sentire.
Ad ascoltarci.

E allora sappiamo esattamente cosa non ci appartiene più.
Sappiamo cosa ci fa stare male.
Sappiamo qual è la scelta che continuiamo a rimandare.
E, molto spesso, sappiamo anche cosa ci sta comunicando il nostro corpo.

Il problema è che non sempre ci concediamo il tempo necessario per entrare davvero in contatto con quella parte di noi.

Forse la verità non è qualcosa che dobbiamo cercare fuori.

Forse è qualcosa che dentro di noi conosciamo già.

18/08/2026

A volte non serve rientrare al lavoro per esserci già tornata.

Basta un WhatsApp.
Una mail.
Una frase che ti infastidisce.

E mentre sei ancora in vacanza comincia il dialogo nella tua testa:

“Appena rientro gli dico…”
“Questa cosa la devo chiarire…”
“Devo capire come gestirla…”

Il corpo è lì, magari davanti al mare o in mezzo alla natura.
Ma la tua attenzione è già tornata dentro quella situazione.

E se continui a viverla mentalmente, non ti stai concedendo quella distanza che serve davvero per recuperare e ritrovare lucidità.

Staccare non significa ignorare un problema.

Significa poter dire:

“Questa cosa esiste, ma non devo occuparmene adesso.”

Perché magari, dopo qualche giorno in cui hai davvero riportato l’attenzione su di te, al rientro guarderai la stessa situazione con occhi diversi.

💬 Succede anche a te? Qual è la frase che parte immediatamente nella tua testa quando pensi al rientro?

E se anche oggi dedicassi del tempo a te e al tuo benessere?Non perché devi farlo.Non perché devi migliorarti, cambiare ...
15/08/2026

E se anche oggi dedicassi del tempo a te e al tuo benessere?

Non perché devi farlo.
Non perché devi migliorarti, cambiare qualcosa o raggiungere un obiettivo.

Ma semplicemente perché senti il bisogno di stare con te, amarti e coccolarti.

A volte prendersi cura di sé significa proprio questo: concedersi uno spazio in cui non bisogna dimostrare niente a nessuno.

Perché imparare ad amare se stessi è uno dei passi più importanti per riportare equilibrio nella propria vita.

Oggi regalati qualcosa che ti faccia stare bene.
Anche solo un momento tutto tuo. 💗

Buon Ferragosto. ☀️

Oggi voglio parlarti di Francesca.Francesca è arrivata da me pensando di avere “solo” un problema estetico.Si sentiva go...
18/05/2026

Oggi voglio parlarti di Francesca.

Francesca è arrivata da me pensando di avere “solo” un problema estetico.
Si sentiva gonfia.
Pesante.
Le gambe si gonfiavano facilmente.
La pancia era sempre tesa.

E continuava a ripetermi: “Non capisco… eppure non mangio così male, ma mi sento sempre gonfia.”
Durante il trattamento ho sentito subito una cosa: il diaframma era completamente bloccato.

E quando il diaframma si irrigidisce, il corpo cambia.
Il respiro si accorcia.
L’addome si tende.
La circolazione rallenta.
Le gambe diventano più pesanti.
Il corpo entra in uno stato continuo di difesa.

Ma Francesca non era consapevole del perché.
Lo abbiamo capito dopo.
A fine trattamento, mentre mi raccontava quanto si sentisse finalmente più leggera e come riuscisse a respirare meglio, abbiamo ripercorso insieme il momento in cui tutto era iniziato.

Un periodo lavorativo pesante.
Un ambiente dove si sentiva continuamente sotto pressione.
Un capo che avrebbe dovuto essere autorevole… ma che con i modi, i toni e certi atteggiamenti la faceva sentire costantemente sbagliata.

E senza rendersene conto, Francesca aveva iniziato a trattenere tutto nel corpo.
Perché il corpo non distingue se fai finta che vada tutto bene.
Lui registra ciò che vivi.

E spesso ciò che non riesci a esprimere… si blocca nel respiro, nell’addome, nelle gambe.

Con La Danza delle Emozioni lavoro proprio syu questo: ascoltare il corpo, capire dove sta trattenendo e aiutarti a lasciare andare ciò che pesa dentro da troppo tempo.

A volte dietro un gonfiore… non c’è solo il corpo che parla.
C’è una parte di te che da troppo tempo sta cercando aria.
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