06/06/2026
6 giugno 1961 – 6 giugno 2026
Sessantacinque anni fa, a Küsnacht, si spegneva Carl Gustav Jung, fondatore della Psicologia Analitica.
Il suo pensiero continua a interrogare il nostro tempo, accompagnandoci nell’esplorazione del rapporto tra coscienza e inconscio, individuo e collettività, simbolo e trasformazione.
Tra le immagini più profonde lasciateci da Jung vi è quella del rizoma:
“Ma io non ho mai perduto il senso che qualcosa vive e dura oltre questo eterno fluire. Quello che noi vediamo è il fiore, che passa: ma il rizoma perdura.”
Il fiore è ciò che appare e svanisce; il rizoma è ciò che rimane invisibile, ma continua a nutrire la vita. Così accade anche alle idee che attraversano il tempo, ai simboli che continuano a parlarci, alle domande essenziali sull’essere umano che la psicologia analitica custodisce e rinnova.
La figlia Gret ricordò che, poco dopo la sua morte, un fulmine improvviso colpì uno dei pioppi del giardino di casa. Un’immagine che, al di là di ogni interpretazione, continua a evocare la forza simbolica con cui Jung ha segnato la cultura del Novecento e il nostro modo di comprendere la psiche.
A sessantacinque anni dalla sua scomparsa, il suo pensiero continua a vivere nel dialogo tra generazioni, discipline e culture.
PsicologiaDelProfondo