24/06/2021
Emmanuel Carrère è tornato in libreria. L'ultimo libro è Yoga, edito nella traduzione italiana da (2021) 312 pagine organizzate in cinque capitoli.
Come racconta l'autore stesso, il libro nasce da un'idea di voler scrivere un libretto sulla pratica dello Yoga, sulla meditazione e sul thai chi, ma non sarà proprio così. A dispetto del titolo, che effettivamente sembra più un'idea di marketing.
Nel I capitolo, Il recinto, a mio avviso la parte più interessante, e in cui si trova maggiormente il riferimento, racconta della sua esperienza di un ritiro di meditazione Vipassana che è la tecnica millenaria su cui oggi si basa la Mindfulness. Per noi, interessanti sono: i riferimenti che Carrère cita, lo stile leggero, ironico e accessibile con cui ne scrive, l'esperienza di un uomo comune alle prese con la pratica. Ne ho apprezzato la semplicità e il modo diretto con cui riporta le difficoltà, le tecniche, ma anche le scoperte che solo con l'esercizio possiamo imparare a notare. Appunto: non troveremo un saggio sulla meditazione né tantomeno sullo yoga. E meglio così.
A seguire il libro rimane molto centrato sulla biografia dell'autore, si leggerà brevemente della sua esperienza di malattia, cioè il Disturbo Bipolare di tipo II, di un suo soggiorno a Leros insieme ad alcuni ragazzi fuggiti dall'Afghanistan, dal rapporto con la scrittura e di altri rapporti.
A seguire alcune definizioni che condivido sulla meditazione, che l'autore riporta come un mantra di scrittura creativa che segna il passo nella lettura della prima parte.
Ricordando che la meditazione, come la meditazione di mindfulness è pur sempre solo un'esperienza, non certamente una definizione.
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