Terapia Cognitivo Comportamentale Breve

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Siamo psicoterapeute cognitivo comportamentali e qui ti proponiamo informazioni, suggerimenti, eventi, corsi e consulenze con l'obbiettivo di migliorare il tuo benessere.

18/06/2026
18/06/2026

CONDIVIDERE LE PAGELLE SUI SOCIAL: perché no.

In questi giorni, c’è molto dibattito nei social relativamente alla scelta di tanti genitori di condividere nei loro profili social le pagelle dei figli. So benissimo quanto, nei social, dire ai genitori cosa fare o non fare espone alla critica di essere invadenti e intrusivi. Ma forse, su alcune cose, vale la pena essere prescrittivi.

Per favore, non condividete le pagelle dei vostri figli nei social. Farlo, significa amplificare quel fenomeno che ha visto sempre più spesso l’infanzia e l’adolescenza del terzo millennio messa in vetrina ed esposta come un trofeo.

Non va bene.

Perché i figli non hanno bisogno di essere esibiti e mostrati. La relazione tra un genitore e il proprio figlio ha bisogno più di privatezza che di esibizione. E’ dentro le menti, i cuori e gli sguardi di chi ha cura di un bambino, che quel bambino deve sapersi visto e pensato.

Da più parti (e oggi esiste anche molta ricerca a conferma di ciò) si è messo in evidenza quanto lo sharenting (ovvero la pratica di condividere immagini e scene familiari nell’online) sia nocivo per i nostri figli.

A loro non serve a nulla la “vetrinizzazione” nei social delle loro esistenze. Serve invece a noi genitori per cercare conferma del nostro essere “buoni genitori”. Questa conferma non va cercata fuori di noi, ma dentro di noi. Deve compiersi nell’analisi (e non nell’esibizione) di ciò che ci accade quando siamo accanto ai nostri figli e di ciò che accade a loro quando sono con noi. Esibire un figlio nei social porta lo stesso figlio a immaginarsi come qualcuno che deve essere guardato e valutato da un mondo, di cui non ha imparato ancora a prendere le misure.

Se condivido la pagella del mio bambino, certamente è perché è bella e ne riceverò complimenti e congratulazioni dagli altri. Implicitamente un figlio impara che il valore del suo successo scolastico dipende dall’approvazione che produce negli altri. Questo approccio rischia di trasformare il valore di un figlio, ancorandolo ai voti che prende.

UN FIGLIO NON E’ I VOTI CHE PRENDE. E’ molto di più.

https://www.facebook.com/share/1JdcRPeGi7/
17/06/2026

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Domani prenderanno il via gli esami di maturità, un appuntamento atteso da migliaia di studentesse e studenti. In un’intervista a 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, Francesca Schir, psicologa, psicoterapeuta e segretaria del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, offre alcuni consigli per affrontare questo momento con maggiore consapevolezza e serenità.

Secondo Schir, «una certa dose di ansia prima dell'esame è sana: tiene attivi, concentrati, motivati. Il corpo si prepara a una prova importante, ed è giusto così. Il livello di guardia si supera quando l'ansia smette di aiutare e comincia a bloccare».

Per questo è importante prestare attenzione ai segnali di maggiore sofferenza: «Se un ragazzo si isola, piange spesso o parla dell'esame come di una sentenza sulla propria vita, è il momento di fermarsi e parlarne».

La segretaria del CNOP invita inoltre a ridimensionare il peso attribuito alla prova: «La maturità è una prova importante, certo, ma nessuna vita si decide in una settimana di giugno. Dare la giusta dimensione alla posta in gioco abbassa la tensione e la rende affrontabile».

Tra i suggerimenti pratici, Schir raccomanda di gestire con attenzione l’uso dei social e delle chat di classe nei giorni più delicati: «Un consiglio pratico: la sera prima delle prove, limitare i gruppi di classe su WhatsApp e sui social se intrisi di ansia. Il confronto continuo con l'agitazione degli altri è contagioso e toglie sonno. Ma la condivisione di un passaggio simbolico, con la giusta dimensione, con un gruppo classe che ha condiviso cinque anni di vita è un’esperienza emotiva profonda, intensa e indimenticabile».

Altrettanto fondamentale è la cura di sé: «Il cervello sotto esame ha bisogno delle stesse cose di un atleta prima della gara: sonno, cibo, recupero. Dormire almeno sette-otto ore, perché è durante il sonno che le informazioni studiate si consolidano nella memoria».

Schir sottolinea anche una caratteristica positiva delle nuove generazioni: «Questa generazione ha una capacità che le precedenti avevano molto meno: sa nominare le emozioni e chiedere aiuto. Un ragazzo che dice “ho l'ansia” sta già facendo qualcosa di protettivo. Sta a noi adulti rispondere bene, senza minimizzare e senza allarmarci».

Infine, un messaggio rivolto a chi guarda con preoccupazione al proprio futuro: «Il punto è ricordare ai ragazzi che il futuro si costruisce a tappe e che quasi nessuna scelta a diciotto anni è definitiva: si può cambiare facoltà, lavoro, città, direzione».

Per approfondire 👇
https://www.repubblica.it/scuola/dossier/maturita/2026/06/13/news/maturita_2026_gestire_ansia_francesca_schir_psicologa_intervista-425407659/

29/05/2026
21/05/2026

Con la sapienza di un grande narratore e divulgatore, basandosi sulle più accurate ricerche scientifiche e un gran numero di storie vere, Matt Richtel ha scritto non solo un’opera che ogni genitore ed educatore dovrebbe tenere sul comodino, ma un’autentica dichiarazione d’amore per una condizione che è al tempo stesso resilienza e fragilità, immaginazione e contraddizione, paura e speranza. Un inno a una stagione della vita il cui supremo valore supera tutti i disagi che comporta.

Lettura consigliata per genitori ed educatori!

Con la sapienza di un grande narratore e divulgatore, basandosi sulle più accurate ricerche scientifiche e un gran numer...
21/05/2026

Con la sapienza di un grande narratore e divulgatore, basandosi sulle più accurate ricerche scientifiche e un gran numero di storie vere, Matt Richtel ha scritto questo libro che è non solo un’opera che ogni genitore ed educatore dovrebbe tenere sul comodino, ma un’autentica dichiarazione d’amore per una condizione che è al tempo stesso resilienza e fragilità, immaginazione e contraddizione, paura e speranza. Un inno a una stagione della vita il cui supremo valore supera tutti i disagi che comporta.

Un libro che può aiutare genitori ed educatori!
Buona lettura!!

RAGAZZI CHE PENSANO TROPPO

“Ragazzi che pensano troppo” (ed. Libreria Pienogiorno) è un libro importante , la cui lettura risulta fondamentale per comprendere il disagio in adolescenza di chi è nato e cresciuto nel terzo millennio. L’autore – Matt Ritchel - usa in modo encomiabile i dati di ricerca, mediati sia dall’epidemiologia clinica che comportamentale, analizzando il cambiamento degli stili di vita delle famiglie e della società digitale e fornendo chiavi di lettura molto valide per comprendere la natura e la ragione del “male di vivere” che oggi assale e pervade il tempo di crescita.
Ritchel racconta di corpi che maturano e si sviluppano sempre prima e di menti che invece rallentano la loro capacità di produrre pensiero critico e di affrontare le sfide e le perturbazioni emotive associate alla crescita. E’ un libro che unisce discipline diverse: antropologia, pediatria, psicologia, neurobiochimica vengono usate e ibridate per identificare i fattori di rischio e di protezione che, nella contemporaneità, sfidano il funzionamento mentale in età evolutiva, determinando una situazione di fragilità che ha reso “ansiosa” la generazione degli attuali adolescenti e giovani adulti. L’originalità di questo libro sta nella sua capacità di sottrarsi alla narrazione imperante oggi che declina tutto in termini di “adulti fragili che non sanno ascoltare gli adolescenti”. In un tempo che ha puntato il dito solo contro i genitori, definiti come incapaci di essere tali perché superficiali e incapaci di ascolto, il saggio di Ritchel mostra una profonda compassione ed empatia per i genitori del terzo millennio, mostrando quanto oggi essere padri e madri di adolescenti sia infinitamente complesso a causa di un’accelerazione del mondo che non ha cura di fornire i “nutrienti giusti al momento giusto” nelle diverse fasi dello sviluppo. Il titolo – “Ragazzi che pensano troppo” - fornisce già una chiave di lettura molto interessante: l’adolescenza oggi fa tutto dentro stanze chiuse e la stessa mente dell’adolescente vive e agisce molto più intensamente del corpo in cui abita. I ragazzi che in adolescenza dovrebbero far esplodere il vigore e l’energia corporea di cui vengono fisiologicamente dotati, in realtà subiscono un’iperstimolazione digitale che sovrasta quella proveniente dalla vita reale. Il corpo diventa un accumulatore di energia mai spesa e la mente si attorciglia su se stessa per provare a dominare la quantità di stimoli da cui viene raggiunta, perdendo la capacità di integrarli al proprio interno e non generando significati “funzionali” all’apprendimento del saper essere. Così tutto si blocca dentro una mente che non trova sbocchi nell’esplorazione attiva del mondo che sta fuori: fuori di sé, fuori dalla stanza. L’io adolescente non si fonde in un “noi” con l’appartenenza al gruppo dei pari e – conseguentemente - solitudine, ansia e depressione invadono il mondo interiore di chi ancora non sa chi è e nemmeno prova a cercare di diventarlo. In più di 300 pagine, questo libro integra molte nuove visioni della crescita e non mi sorprende che negli Usa sia stato un grande best seller. Mi colpisce che in Italia il mondo clinico ed educativo non lo abbia ancora attenzionato ed integrato all’interno dei molti dibattiti con cui si prova a leggere la crisi che riguarda la salute mentale in adolescenza.

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18/05/2026

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Questo libro, basato sulle più accreditate teorie è una guida alla scoperta delle parole e dei significati che definiscono ciò che senti e provi ogni giorno. La ricerca scientifica dimostra che saper dare un nome preciso all'emozione vissuta è il primo e il più importante passo per la sua regol...

16/01/2026

Per comprendere il significato e l'utilità di un percorso di psicoterapia, puoi leggere le recensioni cliccando sul link qui sotto dove alcune persone danno testimonianza della loro esperienza.

Recensioni Psicologa a Venezia e Treviso

Opinioni sul lavoro di Psicoterapia svolto a: Scorzè (Venezia) e Mogliano Veneto (Treviso) - dott.ssa Sara Pattaro

24/12/2025

Auguri di buon Natale che questo giorno possa essere di speranza e di vicinanza con le persone a noi care🌟🎄

Indirizzo

Via Roma, 31A
Mogliano
31021

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 13:30
14:30 - 20:30
Giovedì 08:30 - 21:00
Venerdì 08:30 - 12:30
14:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

3471291569

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