21/05/2026
Con la sapienza di un grande narratore e divulgatore, basandosi sulle più accurate ricerche scientifiche e un gran numero di storie vere, Matt Richtel ha scritto questo libro che è non solo un’opera che ogni genitore ed educatore dovrebbe tenere sul comodino, ma un’autentica dichiarazione d’amore per una condizione che è al tempo stesso resilienza e fragilità, immaginazione e contraddizione, paura e speranza. Un inno a una stagione della vita il cui supremo valore supera tutti i disagi che comporta.
Un libro che può aiutare genitori ed educatori!
Buona lettura!!
RAGAZZI CHE PENSANO TROPPO
“Ragazzi che pensano troppo” (ed. Libreria Pienogiorno) è un libro importante , la cui lettura risulta fondamentale per comprendere il disagio in adolescenza di chi è nato e cresciuto nel terzo millennio. L’autore – Matt Ritchel - usa in modo encomiabile i dati di ricerca, mediati sia dall’epidemiologia clinica che comportamentale, analizzando il cambiamento degli stili di vita delle famiglie e della società digitale e fornendo chiavi di lettura molto valide per comprendere la natura e la ragione del “male di vivere” che oggi assale e pervade il tempo di crescita.
Ritchel racconta di corpi che maturano e si sviluppano sempre prima e di menti che invece rallentano la loro capacità di produrre pensiero critico e di affrontare le sfide e le perturbazioni emotive associate alla crescita. E’ un libro che unisce discipline diverse: antropologia, pediatria, psicologia, neurobiochimica vengono usate e ibridate per identificare i fattori di rischio e di protezione che, nella contemporaneità, sfidano il funzionamento mentale in età evolutiva, determinando una situazione di fragilità che ha reso “ansiosa” la generazione degli attuali adolescenti e giovani adulti. L’originalità di questo libro sta nella sua capacità di sottrarsi alla narrazione imperante oggi che declina tutto in termini di “adulti fragili che non sanno ascoltare gli adolescenti”. In un tempo che ha puntato il dito solo contro i genitori, definiti come incapaci di essere tali perché superficiali e incapaci di ascolto, il saggio di Ritchel mostra una profonda compassione ed empatia per i genitori del terzo millennio, mostrando quanto oggi essere padri e madri di adolescenti sia infinitamente complesso a causa di un’accelerazione del mondo che non ha cura di fornire i “nutrienti giusti al momento giusto” nelle diverse fasi dello sviluppo. Il titolo – “Ragazzi che pensano troppo” - fornisce già una chiave di lettura molto interessante: l’adolescenza oggi fa tutto dentro stanze chiuse e la stessa mente dell’adolescente vive e agisce molto più intensamente del corpo in cui abita. I ragazzi che in adolescenza dovrebbero far esplodere il vigore e l’energia corporea di cui vengono fisiologicamente dotati, in realtà subiscono un’iperstimolazione digitale che sovrasta quella proveniente dalla vita reale. Il corpo diventa un accumulatore di energia mai spesa e la mente si attorciglia su se stessa per provare a dominare la quantità di stimoli da cui viene raggiunta, perdendo la capacità di integrarli al proprio interno e non generando significati “funzionali” all’apprendimento del saper essere. Così tutto si blocca dentro una mente che non trova sbocchi nell’esplorazione attiva del mondo che sta fuori: fuori di sé, fuori dalla stanza. L’io adolescente non si fonde in un “noi” con l’appartenenza al gruppo dei pari e – conseguentemente - solitudine, ansia e depressione invadono il mondo interiore di chi ancora non sa chi è e nemmeno prova a cercare di diventarlo. In più di 300 pagine, questo libro integra molte nuove visioni della crescita e non mi sorprende che negli Usa sia stato un grande best seller. Mi colpisce che in Italia il mondo clinico ed educativo non lo abbia ancora attenzionato ed integrato all’interno dei molti dibattiti con cui si prova a leggere la crisi che riguarda la salute mentale in adolescenza.