Dott. Gabriele Coppo

Dott. Gabriele Coppo Biologo nutrizionista a Verbania-Intra, Pavia e Chignolo Po (PV).

Piani alimentari personalizzati, analisi composizione corporea con bioimpedenziometria, dimagrimento, diete per patologie, diete per sportivi, educazione alimentare per bambini e famiglie.

17/08/2026

Allenarsi a digiuno non è necessariamente un errore. Ma non è nemmeno una strategia che funziona allo stesso modo per tutte, in ogni momento. 👇

Soprattutto nella donna, il punto non è guardare solo a ciò che succede durante l’allenamento, ma considerare tutto il contesto in cui quell’allenamento si inserisce.

Quanto hai dormito?
Come hai dormito?
Quanto sei stressata?
In che fase del ciclo mestruale ti trovi?
Quanto sarà impegnativa la giornata che ti aspetta?
E, soprattutto, quanta energia stai realmente mettendo a disposizione del tuo corpo?

Allenarsi a stomaco vuoto quando le risorse sono già basse può essere un po’ come partire per un lungo viaggio con la spia della riserva accesa.

Forse arriverai comunque a destinazione. Ma il costo potrebbe essere più alto del necessario.

E non sempre il corpo te lo comunica durante l’allenamento.

A volte i segnali arrivano dopo: fame più difficile da gestire, stanchezza durante la giornata, sensazione di essere scarica, sonno che peggiora, recupero meno efficace o performance che, invece di migliorare, inizia a calare.

E qui nasce un paradosso: pensi di dover fare ancora di più, quando forse avresti bisogno di creare condizioni migliori per ottenere di più da quello che già fai.

Questo non significa demonizzare il digiuno o sostenere che una donna debba necessariamente mangiare prima di ogni allenamento.

Significa smettere di ragionare per regole assolute.

In alcuni momenti e per alcune donne, assumere qualcosa prima di allenarsi può essere una scelta più strategica, perché permette di affrontare lo sforzo con una maggiore disponibilità energetica e di inserirlo meglio nel resto della giornata.

La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

“Allenarsi a digiuno fa bene o fa male?”

Ma:

“Nelle mie condizioni attuali, questo allenamento mi sta costruendo o mi sta svuotando?”

Perché il corpo femminile non ha bisogno di essere controllato sempre di più.

Ha bisogno di essere ascoltato, compreso e supportato con una strategia adatta al contesto.

Salva questo reel e riguardalo prima del prossimo allenamento a stomaco vuoto. 🔖

12/08/2026

Quando pensiamo alla performance di una sportiva, la mente va quasi sempre agli stessi elementi: forza muscolare, tecnica, resistenza, velocità, concentrazione. 🏃‍♀️

Ma c’è una parte fondamentale della performance di cui si parla molto meno: le ossa.

Possiamo immaginarle come il telaio di una macchina sportiva. Puoi avere un motore potentissimo, gomme performanti e tutta la voglia di accelerare. Ma se il telaio non è abbastanza solido da sostenere quello che gli chiedi, prima o poi qualcosa perde efficienza.

Nel corpo di un’atleta succede qualcosa di simile.

Le ossa non servono semplicemente a “non rompersi”. Sono la struttura che permette al corpo di sostenere la forza, assorbire gli impatti, gestire carichi e cambi di direzione e, più in generale, esprimere il movimento.

E c’è un aspetto che ogni giovane sportiva dovrebbe conoscere: questa struttura si costruisce soprattutto mentre si cresce.

Infanzia, adolescenza e prima età adulta sono fasi preziose per costruire il corpo che dovrà sostenerci negli anni successivi. Per questo allenarsi pensando alla performance di oggi non basta.

La domanda non dovrebbe essere soltanto:

“Quanto sto andando forte?”

Ma anche:

“Sto costruendo un corpo capace di reggere ciò che gli chiederò domani?”

Perché essere una sportiva forte non significa soltanto riuscire a performare oggi.

Significa creare le condizioni per continuare ad allenarsi, migliorare ed esprimere il proprio potenziale anche nel futuro. 💪

La performance non è solo ciò che riesci a fare adesso. È anche ciò che stai costruendo mentre lo fai.

Salva questo reel e ricordalo: le ossa non fanno rumore, ma reggono tutto. 🦴

05/08/2026

Le ferie non sono il problema. Il vero problema, molto spesso, è il senso di colpa con cui si torna.

Ogni estate ricevo la stessa domanda: "Come faccio a non rovinare tutto durante le vacanze?"

La risposta è semplice: due settimane di ferie non cancellano mesi di buone abitudini.

In vacanza è normale cambiare ritmi. È normale concedersi una cena fuori, un aperitivo, un gelato, una pizza o dormire qualche ora in più. Fa parte della vita, non è un errore.

Un percorso di dimagrimento davvero sostenibile non può essere vissuto sempre con la stessa intensità. Ci sono periodi in cui è giusto spingere verso un obiettivo e altri in cui è altrettanto intelligente consolidare i risultati, mantenere il peso e vivere il cibo con serenità.

Pensa al tuo percorso come a una lunga strada: non può essere tutta in salita. Ogni tanto serve un tratto in piano. Non ti fa tornare indietro, ti permette di recuperare energie e di continuare il cammino con più costanza.

Per questo, invece di chiederti come sopravvivere alle ferie senza ingrassare, prova a chiederti come viverle senza trasformarle in caos o in sensi di colpa.

Ti basta mantenere le basi:
✔️ Muoviti ogni giorno, anche con una semplice passeggiata.
✔️ Ricordati di bere acqua.
✔️ Rimani attivo quando puoi.
✔️ Se ti va, alterna pasti più abbondanti a pasti più semplici, senza rigidità.

E poi lascia spazio alla vita.

Perché una cena fuori, un brindisi con gli amici o un gelato sul lungomare non hanno bisogno di essere compensati. Fanno parte della normalità.

Ricorda: il successo non dipende da quello che fai in una singola settimana, ma da quello che riesci a fare con continuità durante tutto l'anno.

Le ferie sono una pausa dal lavoro, non dalle tue buone abitudini. Vivile, goditele e, quando tornerai, riprendi semplicemente da dove avevi lasciato.

💬 Tu riesci a vivere le vacanze senza sensi di colpa o fai ancora fatica? Raccontamelo nei commenti.

📌 Salva questo post e rileggilo prima di partire.

“Con il mio lavoro non riuscirò mai a dimagrire.”M., 45 anni, è arrivato da me con questa convinzione.Lavoro in albergo,...
03/08/2026

“Con il mio lavoro non riuscirò mai a dimagrire.”

M., 45 anni, è arrivato da me con questa convinzione.

Lavoro in albergo, turni variabili, orari spesso scomodi, giornate lunghe, pasti incastrati quando capita.
E un pensiero fisso:
“Per dimagrire dovrei avere una vita perfetta. E io non ce l’ho.”

Ma il punto era proprio questo.

Non dovevamo costruire un piano per una vita ideale.
Dovevamo costruire un piano per la sua vita reale.

Con M. non abbiamo lavorato sulla perfezione.
Abbiamo lavorato su tre cose molto più importanti:

Regolarità.
Non orari perfetti, ma punti fermi anche nei turni.

Praticità.
Soluzioni semplici, gestibili, con gusto, senza trasformare ogni pasto in un problema.

Autonomia.
Capire cosa fare nei vari casi: turno presto, turno tardi, pausa breve, cena fuori orario, fame improvvisa.

Perché un percorso nutrizionale funziona davvero quando non ti chiede di diventare un’altra persona.
Funziona quando si adatta alla tua realtà e ti rende più capace di gestirla.

Già nelle prime settimane M. ha iniziato a sentire cambiamenti importanti:

– meno gonfiore addominale
– sonno migliore
– intestino più regolare
– umore più stabile
– meno senso di stanchezza costante

E poi, mese dopo mese, è arrivato anche il risultato sul peso.

Quasi 18 kg persi in 6 mesi.

Ma il risultato più bello non è solo il numero.

È che oggi M. sa gestirsi meglio.
Ha più strumenti, più sicurezza, più flessibilità.
Non vive più il lavoro come una condanna per la sua salute.

Se anche tu pensi:

“Con i miei turni non ce la farò mai”
“Non ho orari normali”
“Mangio sempre di corsa”
“Mi sento sempre stanco”
“Ho provato mille volte, ma poi la mia vita rovina tutto”

voglio dirti una cosa:
forse non ti manca forza di volontà.
Forse ti manca un metodo costruito sulla tua vita vera.

Un piano efficace non deve essere perfetto.
Deve essere possibile.

Se vuoi capire come costruire un percorso sostenibile anche con turni, lavoro intenso e poco tempo, scrivimi TURNI in DM.
Ti rispondo con calma e capiamo se posso aiutarti.

29/07/2026

Ogni allenamento lascia un segno. E no, non sto parlando solo dei chilometri sul ciclocomputer.

Ogni uscita rappresenta uno stimolo che il tuo corpo deve gestire: muscoli, tendini, sistema nervoso e riserve energetiche vengono messi alla prova. La vera differenza tra chi migliora e chi si sente costantemente stanco non è sempre allenarsi di più, ma recuperare meglio.

Pensa al recupero come a un'officina. Dopo ogni pedalata, il tuo organismo deve riparare, ricostruire e adattarsi. Ma se in officina mancano i pezzi, il lavoro non può essere completato.

Quali sono questi "pezzi"?
✔️ Energia sufficiente per sostenere gli allenamenti.
✔️ Proteine distribuite durante la giornata per favorire la riparazione muscolare.
✔️ Carboidrati assunti nei momenti giusti per ripristinare le scorte di glicogeno.
✔️ Sonno di qualità e una corretta idratazione.

Quando uno o più di questi elementi vengono trascurati, iniziano ad arrivare i segnali: gambe pesanti, sensazione di essere sempre affaticati, motivazione che diminuisce, frequenza cardiaca più alta del solito anche a ritmi facili e prestazioni che non migliorano nonostante l'impegno.

In questi casi, ridurre i chilometri può aiutare, ma spesso non risolve il problema alla radice. Se il corpo non riceve ciò di cui ha bisogno, continuerà a faticare a recuperare.

Ricorda: il recupero non è semplicemente il tempo in cui non ti alleni. Il recupero è tutto ciò che fai per permettere al tuo corpo di ripararsi, adattarsi e tornare più forte di prima.

Quindi prova a porti una domanda diversa: non solo "Mi sto allenando troppo?", ma soprattutto "Sto dando al mio corpo tutto quello che gli serve per recuperare davvero?"

Se non sai rispondere, o pensi che la tua alimentazione possa essere il fattore che ti sta limitando, scrivimi in DM. Analizzeremo insieme la tua situazione e capiremo dove intervenire per farti tornare a pedalare con più energia e migliori prestazioni. 🚴

29/07/2026

L’allenamento non finisce quando scendi da cavallo. 🐎☀️

Nei concorsi estivi anche il tuo corpo è parte della performance: caldo, disidratazione e un’alimentazione improvvisata possono fare la differenza tra arrivare lucidi all’ultimo percorso… oppure no. Perché, con un tempismo quasi comico, il cervello tende a chiedere ferie proprio quando serve la massima concentrazione.

Nell’articolo di scopri strategie pratiche per gestire idratazione, alimentazione ed energia durante tutta la giornata di gara.

📖 Leggi l’articolo completo su www.horseshowjumping.tv

24/07/2026

Se ti senti spesso gonfia, la prima cosa che fai è eliminare i carboidrati?

È un pensiero normalissimo. Per anni ci è stato ripetuto che i carboidrati sono il nemico del corpo asciutto e della pancia piatta. Ma la realtà è molto più complessa.

Il gonfiore non dipende sempre dal cibo che mangi. In molte donne può essere il risultato di un insieme di fattori: stress cronico, sonno insufficiente, allenamenti intensi e un'alimentazione troppo restrittiva.

Quando il corpo riceve pochi nutrienti per lungo tempo e, allo stesso tempo, è sottoposto a continue richieste, può entrare in una sorta di "modalità di difesa". In queste situazioni, continuare a togliere calorie o carboidrati non è sempre la scelta migliore.

Pensa a una casa durante un blackout: non risolvi il problema togliendo altra corrente. Lo risolvi riportando energia.

Lo stesso può accadere al nostro organismo. In alcuni casi, aumentare gradualmente i carboidrati all'interno di un percorso personalizzato può favorire un migliore recupero, un sonno più profondo, maggiore energia e, per alcune persone, anche una riduzione della sensazione di gonfiore.

Questo non significa che i carboidrati siano la soluzione universale o che il gonfiore dipenda sempre dallo stress. Ogni situazione è diversa e va valutata nel suo contesto.

Il messaggio importante è questo: non dare per scontato che mangiare meno sia sempre la risposta.

Se continui a sentirti gonfia nonostante tu mangi poco, ti alleni tanto e faccia "tutto bene", forse è il momento di smettere di combattere contro il tuo corpo e iniziare ad ascoltare i segnali che ti sta inviando.

💬 Ti riconosci in questa situazione? Raccontamelo nei commenti oppure scrivimi in DM: capiremo insieme se il tuo gonfiore può essere legato all'alimentazione, allo stile di vita o ad altri fattori e quale potrebbe essere il percorso più adatto a te.

✨ Condividi questo post con una persona che ha sempre paura dei carboidrati.

21/07/2026

Hai mai pensato che il ciclo mestruale non sia il primo segnale che qualcosa non va, ma l'ultimo?

Spesso, quando si parla di amenorrea, ci si concentra solo sull'assenza delle mestruazioni. In realtà, il corpo prova a comunicarci molto prima che le sue riserve energetiche non sono sufficienti.

Uno dei protagonisti è la leptina, un ormone prodotto dal tessuto adiposo che informa il cervello su quanta energia è disponibile. Se questo "messaggio" dice che il budget energetico è troppo basso, il corpo inizia a fare delle scelte. E tra le funzioni considerate meno indispensabili per la sopravvivenza può esserci proprio l'ovulazione.

Prima che il ciclo si alteri o scompaia, possono comparire segnali che spesso vengono sottovalutati:
✨ porzioni sempre più piccole;
✨ colazioni, pranzi o cene troppo leggeri;
✨ allenamenti intensi senza un'alimentazione adeguata;
✨ stanchezza costante;
✨ difficoltà nel recupero dopo lo sport;
✨ fame difficile da gestire;
✨ maggiore sensibilità al freddo.

Il corpo non sta premiando il fatto che "sei stata brava" a mangiare poco. Si sta semplicemente chiedendo: "Ho abbastanza energia per sostenere tutte le funzioni di cui ho bisogno?"

Se la risposta è no, inizierà a risparmiare energia dove può.

Per questo motivo è importante non aspettare la scomparsa del ciclo per ascoltare il proprio corpo. L'amenorrea è spesso il risultato finale di mesi in cui l'organismo ha cercato di adattarsi a una disponibilità energetica insufficiente.

Se ti sei riconosciuta in qualcuno di questi segnali, oppure hai paura di mangiare di più perché temi di ingrassare, sappi che non sei sola e che esistono percorsi per ritrovare un equilibrio senza vivere il cibo con ansia.

💬 Raccontami la tua esperienza nei commenti oppure scrivimi in privato: sarò felice di aiutarti a capire da dove partire.

💾 Salva questo post per rileggerlo quando ne avrai bisogno e condividilo con una persona a cui potrebbe essere utile.

15/07/2026

🚴‍♂️ Ti senti scarico anche quando non ti stai allenando?

Molti sportivi pensano che l'energia serva solo durante l'allenamento. In realtà, una parte fondamentale della tua performance dipende da quello che succede nelle altre 20-22 ore della giornata.

Parliamo del glicogeno: la principale riserva di energia del nostro organismo.

Immaginalo come una dispensa. Ogni volta che mangi e recuperi correttamente, fai scorta. Ogni volta che ti alleni, lavori, affronti il caldo, una giornata intensa o una lunga uscita in bici, attingi da quella dispensa.

Il problema? Molti monitorano chilometri, dislivello, watt, ritmo e frequenza cardiaca, ma dimenticano completamente di controllare quanto stanno svuotando le proprie riserve energetiche.

Quando il glicogeno inizia a scarseggiare, spesso i segnali non arrivano solo durante l'allenamento:

⚠️ Maggiore stanchezza mentale
⚠️ Difficoltà di concentrazione
⚠️ Sensazione di testa annebbiata
⚠️ Recupero più lento
⚠️ Fame intensa o difficile da gestire
⚠️ Calo di energia nel corso della giornata

E in estate questo fenomeno può diventare ancora più evidente.

Più caldo, più sudorazione, più uscite, più ore di attività e più stress fisico significano una richiesta energetica maggiore. Per questo non basta chiedersi "quanto mi sto allenando?", ma anche "sto ricaricando adeguatamente le mie scorte?".

Allenarsi bene non significa solo accumulare chilometri. Significa anche arrivare a fine giornata con energia, lucidità e capacità di recuperare per essere pronti alla sessione successiva.

Se negli ultimi tempi senti di fare fatica a recuperare, hai più fame del solito o ti senti spesso scarico nonostante gli allenamenti stiano andando bene, potrebbe essere il momento di valutare come stai gestendo le tue riserve di glicogeno.

Scrivimi "GLICOGENO" nei commenti oppure mandami un DM e vediamo insieme se sei in riserva e come ottimizzare la tua strategia nutrizionale. 💬

15/07/2026

Molti, quando decidono di “mangiare meglio”, fanno subito la stessa cosa: eliminano i grassi.

Sembra una scelta logica. In realtà, spesso è l’opposto di ciò di cui il corpo ha bisogno.

I grassi non sono il nemico: contribuiscono alla produzione di ormoni, favoriscono l’assorbimento di vitamine essenziali e rappresentano una preziosa riserva di energia, fondamentale per affrontare lunghe giornate tra scuderia, allenamenti e gare.

La differenza la fanno la qualità e la quantità, non la loro eliminazione.

Nell’articolo del Dott. Gabriele Coppo, Biologo Nutrizionista esperto in nutrizione sportiva, scopri perché i grassi sono un alleato della performance del cavaliere e come inserirli correttamente nella tua alimentazione.

Leggi l’articolo completo su www.horseshowjumping.tv.

Indirizzo

Corso Cobianchi 59, Verbania (VB), Via Volturno 21, Verbania (VB), Arona Active Piazzale Vittime Di Bologna, Arona (NO), Via Garibaldi 98, Chignolo Po (PV)
Verbania

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:30
Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 19:30
Giovedì 08:00 - 13:00
Venerdì 08:00 - 13:00

Telefono

+393392001209

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