20/06/2026
Quattro amiche regalano il biglietto per il gold del concerto di Vasco alla loro cara amica per il compleanno, ma lei è in sedia a rotelle e quindi obbligata al “recinto”e separata dal gruppo. Che ne dite regaliamo noi un po’ di buon senso agli organizzatori?
Storia alla quale ho assistito personalmente. Vorrei che tutti una volta nella vita si trovassero in una situazione del genere affinché si capisse la gravità. Sentirsi esclusi e di peso non perché lo si è, ma perché qualcuno ha deciso che tu lo sia. Chiameremo la ragazza che utilizza la sedia a rotelle Anna e l’amica del gruppo che la stava spingendo Maria. Nel 2023, concerto di Vasco a Rimini, Maria, spingendo Anna viene verso il “recinto”. Sta arrivando dall’accesso del settore GOLD che ad Anna è stato negato. Riferisce l’accaduto al signore con la pettorina che è addetto all’accoglienza e lui le fa accomodare entrambe nell’area (che potete vedere in foto) sotto il palchetto rialzato. Erano stati previsti “due recinti” in quell’occasione. Maria racconta che lei e le altre tre amiche avevano regalato ad Anna un biglietto per il settore GOLD per poter festeggiare alla grande il suo compleanno tutte insieme in gruppo sotto il palco, ma che, all’ingresso del settore avevano proibito l’accesso ad Anna in sedia a rotelle. Niente aveva convinto l’addetto all’entrata del Gold. Volevano festeggiare tutte e cinque insieme, avrebbero creato un cerchio attorno ad Anna, avevano speso molti soldi per il Gold ma ne sarebbe valsa la pena, doveva essere una meravigliosa sorpresa di compleanno, nessuna delle quattro voleva assistere al concerto da così lontano, in quella specie di recinto dove l’emozione predominante era esclusione e non certo festa e senso di appartenenza. Maria è passata dalla tristezza alla rabbia. Sono uscite, così, dalla sua bocca parole che hanno ferito sicuramente Anna, ma a quel punto, Maria non era più riuscita a trattenersi per l’ingiustizia che stavano vivendo, che stavano subendo. - ha detto Maria al signore che si occupava dell’accesso al “recinto”. ha risposto lui:. Maria ha insistito, ma non è servito. Ha sottolineato la sua indignazione. Ed ha ripetuto più volte che se una persona è in sedia a rotelle dovrebbe poter decidere per sé stessa (anche firmando uno scarico di responsabilità). Maria non sa che lo scarico di responsabilità non lo fanno firmare alla persona in condizione di disabilità in sedia a rotelle perché si parla sì di sicurezza, ma degli altri! Quindi non si può firmare per la sicurezza di terzi. Eh già, perché secondo il regolamento della sicurezza, chi si sposta in sedia a rotelle, causa intralcio a chi ha più possibilità di sopravvivenza in caso di emergenza. Immaginate di essere Anna. In Italia si ha una visione decisamente assistenziale. Si pensa che stare con una persona in sedia a rotelle debba essere sacrificio. Si ha l’idea che la persona in sedia a rotelle sia un peso da caricarsi sulle spalle se si ha buon cuore. È l’educazione all’argomento disabilità che manca. In questo caso è colpa del l’organizzatore, della sua mala gestione che ha costretto Anna a separarsi dal gruppo di amiche. E, se si pensa che lei non ha potuto godersi il concerto con il suo gruppo di amiche solo perché è in sedia a rotelle, si capisce subito che è discriminatorio. Tutto questo poteva e potrebbe essere evitato? SÌ.
Come.
Ciò che chiedo è di prendere spunto da realtà esistenti all’estero dove esistono settori accessibili a tutti in sicurezza affinché anche una persona che si ritrova in sedia a rotelle possa partecipare e godersi il concerto col gruppo di amici o con l’intera famiglia. Il recinto non deve essere un obbligo né l’unica soluzione! Finché non si potrà attuare andrebbe rivista la modalità prevista poiché il “recinto” non può né deve essere un obbligo né l’unica soluzione. Deve esserci un’alternativa, sotto il palco, per chi lo desidera anche se previsto un prezzo superiore. Quindi obiettivo: settori accessibili a tutti in sicurezza. Nell’attesa: creare un’area sicura tra il palco e le transenne antipanico che starebbero alle spalle delle persone in condizione di disabilità. All’estero Anna e Maria sarebbero state nel GOLD assieme alle altre tre amiche comuni proprio come gli altri (in sicurezza). Nel frattempo, se l’organizzatore avesse previsto anche un’area sicura sotto il palco, Anna e Maria sarebbero state nell’area per la quale avevano pagato e dove desideravano andare e avrebbero avuto le loro tre amiche dietro di loro (dietro una sbarra, ma comunque lì a cantare insieme). Maria non avrebbe dovuto rinunciare al GOLD.
Avere un’amica in sedia a rotelle NON deve essere un limite al divertimento. Se gli organizzatori di eventi continuano con questa politica spingeranno sempre più la persona disabile ad essere esclusa ed emarginata o a rinunciare “per il bene dell’amica”, perché è orribile sentirsi un peso ed essere la causa per la quale la tua amica non potrà godersi il concerto da dove desidera!
Prima che qualcuno giudichi Maria “una br**ta persona” o “non una vera amica”… evitiamo. Sarebbe comunque pietismo. Se si paga il prezzo per un servizio è perché lo si desidera in quel modo. Ed anche se non avesse detto parole tanto forti, le avrebbe sicuramente pensate (dove sarebbe la differenza?). Se tenete particolarmente a qualcosa non è giusto che terzi ve lo impediscano quando il modo per farla ci sarebbe.
IL PUNTO: Maria, quando ha acquistato il biglietto per Anna, né sulla home page né durante la fase di acquisto del biglietto ha trovato scritto che se il biglietto fosse stato per una persona in sedia a rotelle, non avrebbe potuto comprarlo.
Vi chiedo un like non solo al post, ma anche (e soprattutto) alla pagina Sottoilpalcoancheio. Invitate i vostri amici Facebook a farlo. Perché tutto questo è surreale! Sono stata ai tavoli governativi. La richiesta è una legge o delle linee guida ministeriali che regolino nel dettaglio la materia. Hanno tutte le problematiche (e le discriminazioni) assieme alle soluzioni scritte nere su bianco. Adesso dobbiamo far crescere questa pagina per spingere il Governo all’azione.