01/09/2026
Un'estate da albero.
Ovvero, l'arte di rimanere.
Mi sono presa una pausa per la prima volta in vita mia. Abituata a 'fare', ho provato ad 'essere'.
È stata la cosa più difficile che abbia mai fatto... e credo comunque di esserci riuscita solo a momenti.
Per 'essere', per arrivare all'essenza, bisogna prima fare una lunga pulizia. Una vita passata a proteggermi ha creato una corazza fatta di infiniti strati.
Strati benedetti, salvifici, che sono serviti fin qui, a portarmi dove sono. Ho dovuto darmi da sola la direzione e, per farlo, sperimentare.
E così ogni esperienza mi insegnava un limite, un pericolo da evitare, un obiettivo che mi premiava.
Per farcela, per 'funzionare', sono diventata bravissima.
Mettevo le cose in fila, le analizzavo, capivo e semplicemente le facevo funzionare.
Ma per chi?
Per cosa?
Per l'approvazione, il riconoscimento, lo specchio di un valore che da sola non riuscivo a darmi. Quella fame d'amore che tutti abbiamo e con cui cresciamo.
E così, esperienza dopo esperienza, approvazione dopo approvazione, la strada si è lastricata da sé.
Ogni mattone era una sicurezza, un modo per procedere 'corretto'... ma corretto per chi?
Mattoni, strati, metri e metri di strada... una vita intera. Mattoni che però ora pesano sulle spalle, che non mi permettono di muovermi come vorrei.
Sono tutti i condizionamenti, i limiti, i giudizi, le finte sicurezze.
Dopo anni di lavoro interiore, ormai li riconosco. Li sento nel corpo.
Arrivano con un'emozione.
Ed è lì il lavoro.
Anziché giudicarli, ci respiro dentro.
Mi lascio attraversare.
Resisto alla tentazione di 'pensarli', di analizzarli e di cercare l'ennesima spiegazione.
Semplicemente li riconosco, li osservo e cerco di non etichettarli, di lasciarli andare.
Divento un albero.
Radicato a terra con le radici, teso e aperto verso il cielo con i rami e le foglie.
Come un albero che si fa attraversare dal vento, sento l'emozione, l'abitudine, quel comportamento automatico arrivare e... sto.
Semplicemente rimango.
E a furia di osservare, di farmi spettatrice della mia vita e delle mie emozioni, ad un certo punto arriva.
Lei.
L'essenza.
Quella sensazione di essere totalmente presente. In armonia. Leggera. Senza più quella tensione addosso.
Il diritto di esistere, semplice, pulito.
Il posto di cui ho sempre sentito la mancanza, pur non sapendo quale fosse.
Quel posto che -ora lo so- non è un luogo, ma uno stato dell'essere.
-
"Bello?"
Sì.
"Riesci a rimanere così durante tutta la giornata?"
No.
"Nella vita vera, concreta, fatta di cose e persone, cosa ti porta?"...
Vuoi una risposta sincera?
Ancora non lo so. Sono in viaggio.
So solo che la vecchia vita lastricata di giudizi e sicurezze, mi sta stretta... e che quella nuova deve ancora arrivare.
Anzi, è già iniziata, ma a tratti ancora mi sfugge.
So che vorrei sentirmi sempre così leggera, ma che ho ancora strada davanti a me.
Ma so anche che questa è l'unica vera e salda intenzione che sento forte dentro di me da sempre. E niente e nessuno mi fermerà.
-
Qui io sono.
-
..e a te? Quante cose succedono dentro di te, nel silenzio, mentre fuori tutto si muove?
Incontriamoci,
ti aspetto.
🤍
Onda Viva Reiki di Daniela Capiozzo