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GINSENG ROSSO: adattogeno naturale e supporto alla performance sportivaIl ginseng rosso coreano, derivato dalla radice d...
12/05/2026

GINSENG ROSSO: adattogeno naturale e supporto alla performance sportiva
Il ginseng rosso coreano, derivato dalla radice di Panax ginseng sottoposta a vaporizzazione ed essiccazione, è considerato uno dei più potenti adattogeni naturali utilizzati in ambito sportivo e clinico. La trasformazione termica della radice aumenta la concentrazione e la biodisponibilità di specifici ginsenosidi, composti bioattivi responsabili delle sue proprietà metaboliche, neuroendocrine ed ergogeniche.
Negli ultimi decenni il ginseng rosso ha attirato crescente interesse nella medicina sportiva grazie alla sua capacità di migliorare la resistenza fisica, ottimizzare il recupero e sostenere la risposta dell’organismo allo stress.
Un adattogeno è una sostanza capace di aumentare la resistenza aspecifica dell’organismo agli stress fisici, metabolici e psicologici, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi.
Il ginseng rosso agisce principalmente attraverso:
• modulazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene;
• riduzione dell’impatto del cortisolo;
• miglioramento dell’efficienza energetica cellulare;
• aumento della resilienza neuromuscolare.
I principali composti attivi, i ginsenosidi (Rg1, Rb1, Rg3, Rh1), influenzano numerosi pathway biologici coinvolti nella produzione energetica e nella risposta allo stress ossidativo.
Uno degli effetti più studiati del ginseng rosso riguarda l’aumento della capacità aerobica e della tolleranza alla fatica.
Diversi studi clinici mostrano:
• incremento del tempo di esercizio fino all’esaurimento;
• riduzione della percezione della fatica;
• miglior utilizzo del glicogeno muscolare;
• diminuzione dell’accumulo di lattato;
• migliore efficienza mitocondriale.
L’azione sembra particolarmente efficace negli sport di endurance e nei periodi di allenamento intenso o sovraccarico funzionale.
Secondo recenti review scientifiche, il ginseng migliora la biogenesi mitocondriale attraverso l’attivazione della via AMPK/PGC-1α, favorendo una maggiore disponibilità energetica cellulare. (sciencedirect.com)
Il ginseng rosso possiede una marcata attività antiossidante e antinfiammatoria.
Durante esercizio intenso si osserva:
• riduzione dei radicali liberi;
• minore danno muscolare;
• miglior recupero neuromuscolare;
• stabilizzazione della risposta immunitaria.
Questi effetti risultano utili soprattutto:
• negli sport ad alto volume;
• nei periodi di preparazione atletica intensa;
• durante fasi di restrizione calorica o stress metabolico.
La sua azione adattogena può contribuire a limitare il catabolismo indotto dal cortisolo, favorendo un ambiente fisiologico più favorevole al recupero.
Il ginseng rosso viene spesso associato a un miglioramento della vitalità maschile e della funzione endocrina.
Le evidenze disponibili suggeriscono:
• supporto alla steroidogenesi;
• miglior funzione delle cellule di Leydig;
• possibile incremento del testosterone libero;
• miglior rapporto testosterone/cortisolo;
• aumento della libido e della funzione sessuale.
Il ginseng non agisce come uno steroide anabolizzante, ma come modulatore neuroendocrino e metabolico.
Secondo la letteratura più recente, i benefici sembrano derivare soprattutto da:
• riduzione dello stress ossidativo;
• miglioramento della qualità del sonno;
• diminuzione dell’affaticamento cronico;
• ottimizzazione del recupero endocrino. (bacandrology.biomedcentral.com)
Negli sport di potenza il ginseng viene utilizzato principalmente per:
• sostenere i livelli energetici;
• migliorare la concentrazione mentale;
• supportare il recupero;
• limitare il sovrallenamento;
• migliorare resilienza e capacità adattativa.
Alcuni studi mostrano un miglioramento dell’equilibrio anabolico attraverso una modulazione positiva del rapporto testosterone/cortisolo, specialmente durante allenamenti intensi o prolungati. (sciencedirect.com)
Il ginseng migliora:
• sintesi di ATP;
• ossidazione degli acidi grassi;
• efficienza metabolica cellulare.
Modulazione dell’ossido nitrico (NO)
L’aumento della produzione di NO favorisce:
• vasodilatazione;
• perfusione muscolare;
• trasporto di ossigeno e nutrienti. (pmc.ncbi.nlm.nih.gov)
Riduzione dello stress ossidativo
I ginsenosidi proteggono:
• membrane cellulari;
• mitocondri;
• tessuti muscolari e gonadici.
I dosaggi maggiormente studiati variano tra:
• 200 mg e 3000 mg/die di estratto standardizzato;
Gli effetti risultano generalmente più evidenti dopo:
• 4–8 settimane di utilizzo continuativo.
Il ginseng rosso rappresenta uno dei più interessanti adattogeni naturali per il supporto alla performance sportiva e al recupero fisiologico.
Le evidenze scientifiche suggeriscono benefici soprattutto su:
• resistenza alla fatica;
• recupero muscolare;
• gestione dello stress;
• efficienza energetica;
• equilibrio neuroendocrino.
Più che un anabolizzante diretto, il ginseng rosso appare come un modulatore della resilienza fisiologica, utile per sostenere l’organismo durante allenamenti intensi, periodi di stress o elevato carico metabolico.
1. Wang H. et al. The role of red ginseng in men’s reproductive health: a literature review. Basic and Clinical Andrology, 2023.
2. Khan N. et al. Dose-response and temporal ergogenic effects of ginseng supplementation in athletes and active participants. Journal of Sports Sciences, 2022.
3. Lee N.H. et al. Red Ginseng as an Ergogenic Aid: A Systematic Review of Clinical Trials, 2016.
4. Shergis J.L. et al. Panax ginseng in randomised controlled trials: a systematic review, 2013.
5. Ginseng in exercise training and injury recovery, Nutrition Research, 2026.

12/04/2026

FIBRE FUNZIONALI E SALUTE INTESTINALE : ISPAGUL E INULINA
Le fibre alimentari svolgono un ruolo fondamentale per il benessere dell’organismo, in particolare per la salute intestinale e metabolica. Tra le più studiate e utilizzate si distinguono l’ispagul (psillio) e l’inulina, due fibre solubili con proprietà complementari che agiscono sia sulla funzionalità intestinale sia sull’equilibrio del microbiota.
Ispagul (psillio): regolatore del transito intestinale
L’ispagul, derivato dalla cuticola dei semi di Plantago psyllium, è una fibra solubile ricca di mucillagini. Si tratta di una sostanza idrofila, in grado di assorbire grandi quantità di acqua e aumentare notevolmente il proprio volume, formando un gel viscoso.
Questa caratteristica consente all’ispagul di:
• aumentare il volume e l’idratazione delle feci
• stimolare la peristalsi intestinale
• facilitare l’evacuazione in caso di stitichezza
Allo stesso tempo, la sua capacità di trattenere acqua lo rende utile anche in caso di diarrea, contribuendo a normalizzare la consistenza delle feci. Questa “azione regolatrice” lo rende particolarmente indicato in condizioni come sindrome dell’intestino irritabile, diverticolosi e colite.
Le mucillagini esercitano inoltre un effetto emolliente e protettivo sulle mucose intestinali, risultando utili in presenza di emorroidi, ragadi anali o dopo interventi chirurgici a livello anorettale.
Dal punto di vista metabolico, lo psillio contribuisce a:
• ridurre i livelli di colesterolo LDL e trigliceridi
• modulare la risposta glicemica postprandiale
• rallentare l’assorbimento dei nutrienti
Inulina: nutrimento per il microbiota intestinale
L’inulina è una fibra solubile non digeribile appartenente alla classe dei fruttani, presente in numerosi alimenti vegetali come cicoria, carciofi, aglio, cipolle e asparagi.
A differenza dell’ispagul, la sua funzione principale non è meccanica ma metabolica e prebiotica. Una volta ingerita, l’inulina raggiunge il colon quasi intatta, dove viene fermentata dal microbiota intestinale.
Questo processo:
• favorisce la crescita di batteri benefici
• migliora l’equilibrio della flora intestinale
• porta alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), come il butirrato
Gli SCFA svolgono funzioni fondamentali:
• nutrono le cellule intestinali
• modulano il sistema immunitario
• partecipano alla regolazione dell’asse intestino-cervello
Il microbiota intestinale, infatti, è strettamente connesso al sistema nervoso centrale attraverso il nervo vago, formando il cosiddetto asse microbiota–intestino–cervello. Questo spiega perché stati emotivi come ansia o stress possano influenzare la funzionalità intestinale.
La fermentazione dell’inulina favorisce la crescita di batteri benefici come Bacteroides e Faecalibacterium, associati a uno stato di salute ottimale. Una loro riduzione è stata correlata a patologie infiammatorie e metaboliche, tra cui il Morbo di Crohn, diabete e tumore del colon-retto.
Tra i principali benefici dell’inulina si evidenziano:
• effetto prebiotico e riequilibrio del microbiota
• riduzione della glicemia e dei lipidi ematici
• miglioramento dell’assorbimento di calcio e magnesio
• potenziale effetto protettivo sul colon
• supporto alla salute ossea
Prebiotici e probiotici: differenze
È importante distinguere tra:
• prebiotici: sostanze non digeribili (come l’inulina) che nutrono i batteri benefici
• probiotici: microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, apportano benefici
In sintesi, i probiotici introducono “batteri buoni”, mentre i prebiotici ne favoriscono la crescita.
Sinergia tra ispagul e inulina
L’associazione tra ispagul e inulina può risultare particolarmente efficace:
• l’ispagul agisce sulla regolarità intestinale (effetto meccanico)
• l’inulina agisce sull’equilibrio del microbiota (effetto biologico)
Questa combinazione consente un approccio completo al benessere intestinale, intervenendo sia sulla funzionalità che sulla salute della flora batterica.
Modalità d’uso e precauzioni
L’ispagul deve essere assunto con abbondante acqua (circa 30 ml per grammo) per garantire l’efficacia del gel mucillaginoso. Inoltre, è consigliabile distanziare l’assunzione da farmaci o integratori (1–3 ore), poiché può ridurne l’assorbimento.
Anche l’inulina, se assunta in quantità elevate, può causare gonfiore o disturbi intestinali nei soggetti sensibili, soprattutto nelle fasi iniziali.
• World Health Organization (2004). Diet, Nutrition and the Prevention of Chronic Diseases.
• Food and Agriculture Organization (2007). Prebiotics in Human Nutrition.
• European Food Safety Authority (2010). Scientific Opinion on health claims related to psyllium.
• Gibson, G.R. et al. (2017). The concept of prebiotics: a consensus statement. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology.
• Dalile, B. et al. (2019). The role of short-chain fatty acids in microbiota–gut–brain communication. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology.
• McRorie, J.W. (2015). Evidence-based approach to fiber supplements. Nutrition Today.
• Slavin, J. (2013). Fiber and prebiotics: mechanisms and health benefits. Nutrients.
• Roberfroid, M. (2007). Inulin-type fructans: functional food ingredients. Journal of Nutrition.

L’estratto di Miglio (Panicum miliaceum) è un rimedio naturale sempre più apprezzato nel settore della cosmetica e della...
05/04/2026

L’estratto di Miglio (Panicum miliaceum) è un rimedio naturale sempre più apprezzato nel settore della cosmetica e della fitoterapia, soprattutto per chi desidera rinforzare i capelli, stimolarne la crescita e mantenerli sani e lucenti. Il miglio, un cereale antico e ricco di nutrienti, contiene una combinazione unica di minerali, vitamine e composti bioattivi che lo rendono particolarmente indicato per il benessere dei capelli e del cuoio capelluto.
Il principio attivo più noto è il silicio organico, un elemento essenziale per la sintesi di collagene e cheratina, due proteine fondamentali per la struttura dei capelli. La cheratina costituisce il fusto del capello, conferendogli forza ed elasticità, mentre il collagene sostiene la microstruttura del cuoio capelluto, migliorando la salute dei follicoli piliferi. Grazie al silicio, i capelli risultano più robusti, meno fragili e meno soggetti a spezzature, con un aspetto complessivamente più sano e luminoso.
Oltre al silicio, l’estratto di miglio è ricco di vitamine del gruppo B, come B1, B2, B3 e B5. Questi nutrienti svolgono un ruolo cruciale nel metabolismo cellulare del follicolo pilifero, stimolando la produzione di energia e favorendo la crescita dei capelli. Le vitamine del gruppo B contribuiscono anche a ridurre la caduta dei capelli, migliorando la loro densità e rendendoli più resistenti agli stress meccanici o chimici derivanti da trattamenti cosmetici.
Un altro elemento chiave sono i minerali, tra cui zinco, ferro e magnesio, essenziali per la nutrizione dei capelli e per il mantenimento della salute del cuoio capelluto. Lo zinco, in particolare, è fondamentale per la divisione cellulare dei follicoli piliferi, mentre il ferro favorisce l’ossigenazione dei tessuti e il magnesio contribuisce alla sintesi proteica. La presenza di questi minerali rende l’estratto di miglio particolarmente utile in caso di capelli fragili, sottili o soggetti a caduta stagionale.
Infine, i flavonoidi e gli aminoacidi presenti nel miglio svolgono un’azione protettiva contro i radicali liberi e lo stress ossidativo, responsabili dell’invecchiamento precoce del capello e della perdita di vitalità. Questi composti bioattivi aiutano a mantenere il cuoio capelluto sano, migliorando la microcircolazione e favorendo l’apporto di nutrienti essenziali alle radici dei capelli.
L’uso regolare dell’estratto di miglio, associato a una dieta equilibrata e a corrette abitudini di cura dei capelli, può portare a capelli più forti, folti e luminosi, contrastando fragilità, caduta e opacità.
In sintesi, l’estratto di miglio rappresenta un alleato naturale prezioso per chi desidera prendersi cura dei propri capelli in modo completo e delicato. La combinazione di silicio, vitamine, minerali e flavonoidi agisce sinergicamente sui follicoli, sul fusto del capello e sul cuoio capelluto, favorendo rinforzo, protezione e crescita. È un rimedio adatto a chi vuole prevenire la caduta, migliorare la densità e l’elasticità dei capelli, e mantenere una chioma sana e luminosa nel tempo.
Scholz, G. et al., Silicon in hair care: effects on hair strength and growth, International Journal of Cosmetic Science, 2009:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19538313/
Natural Medicines Database – Millet (Panicum miliaceum) extract:
https://naturalmedicines.therapeuticresearch.com/databases/food,-herbs-supplements/professional.aspx?productid=1202
Navarro, C. et al., Role of minerals and vitamins in hair loss prevention, Journal of Dermatological Treatment, 2017:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2816153

La Cimicifuga racemosa, comunemente nota come cohosh nero, è una pianta molto apprezzata in fitoterapia per il suo impie...
05/04/2026

La Cimicifuga racemosa, comunemente nota come cohosh nero, è una pianta molto apprezzata in fitoterapia per il suo impiego nel trattamento dei sintomi della menopausa. Si tratta di una fase della vita della donna caratterizzata da cambiamenti ormonali significativi, che possono provocare vampate di calore, sudorazioni notturne, irritabilità, sbalzi d’umore, disturbi del sonno e una generale sensazione di disagio fisico ed emotivo. La cimicifuga si è guadagnata negli anni un ruolo di primo piano come rimedio naturale, grazie alla sua capacità di alleviare questi sintomi senza agire direttamente come estrogeno, il che la rende adatta anche alle donne che non possono assumere terapie ormonali sostitutive.
Il segreto della cimicifuga risiede nei suoi principi attivi, in particolare nei triterpeni, tra cui l’acteina, il cimicifugoside e la 27-deossiacteina. Questi composti sono responsabili dell’azione più evidente della pianta sui sintomi vasomotori tipici della menopausa, come le vampate di calore e le sudorazioni notturne. Il loro meccanismo d’azione non consiste nell’incrementare direttamente gli estrogeni, bensì nel modulare i recettori della serotonina e altri neurotrasmettitori nell’ipotalamo, la regione del cervello responsabile della regolazione della temperatura corporea. Grazie a questa azione, la cimicifuga contribuisce a stabilizzare i meccanismi termoregolatori e a ridurre la frequenza e l’intensità delle vampate, migliorando il comfort quotidiano della donna.
Oltre ai triterpeni, la pianta contiene anche isoflavoni e polifenoli, che svolgono un’azione antiossidante, e flavonoidi che supportano la funzione neuroprotettiva e antinfiammatoria.
Questi componenti secondari possono contribuire al miglioramento del tono dell’umore, alla riduzione dell’ansia e a una maggiore sensazione di benessere generale durante la menopausa. In pratica, l’effetto della cimicifuga è il risultato di un’azione combinata e sinergica dei suoi principi attivi, che agiscono sia sul sistema nervoso centrale sia sul metabolismo dei neurotrasmettitori, con benefici evidenti sul piano fisico ed emotivo.
La cimicifuga può essere utilizzata da sola o in combinazione con altre piante fitoestrogeniche o modulatrici del sistema nervoso come la griffonia o l'ashwagandha per un approccio integrato ai sintomi menopausali.
Per quanto riguarda la sicurezza, la cimicifuga è generalmente ben tollerata. Gli effetti collaterali sono rari e includono disturbi gastrointestinali o lievi cefalee. È comunque consigliabile cautela in caso di malattie epatiche. Come regola generale, non è indicata in gravidanza o allattamento.
In sintesi, la Cimicifuga racemosa rappresenta un rimedio fitoterapico versatile e sicuro, particolarmente indicato per le donne in menopausa che desiderano un supporto naturale per alleviare i sintomi fisici ed emotivi di questa fase della vita. La sua efficacia è strettamente legata alla presenza dei triterpeni e degli altri composti bioattivi, che agiscono in modo sinergico sul sistema neuroendocrino, modulando la serotonina e altri neurotrasmettitori, e contribuendo così a ristabilire equilibrio, comfort e benessere quotidiano.
Natural Medicines Database – Cimicifuga racemosa:
https://naturalmedicines.therapeuticresearch.com/databases/food,-herbs-supplements/professional.aspx?productid=1230
Leach MJ, Moore V. “Black cohosh (Cimicifuga racemosa) for menopausal symptoms.” Cochrane Database of Systematic Reviews, 2012:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22336857/
Wuttke W, et al. “Cimicifuga racemosa – pharmacology and clinical application.” Maturitas, 2003;44 Suppl 1:S55–S69:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12727553/
PubMed – “Black cohosh and menopausal symptom management”:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22336857/

Il Griffonia simplicifolia è una pianta originaria dell’Africa occidentale che negli ultimi decenni ha attirato grande i...
05/04/2026

Il Griffonia simplicifolia è una pianta originaria dell’Africa occidentale che negli ultimi decenni ha attirato grande interesse in fitoterapia, soprattutto per il suo contenuto di 5-idrossitriptofano (5-HTP). Questo composto è un precursore diretto della serotonina, il neurotrasmettitore che gioca un ruolo centrale nella regolazione dell’umore, dell’appetito, del sonno e del benessere emotivo in generale. Grazie a questa proprietà, la griffonia viene spesso impiegata come supporto naturale nei disturbi dell’umore e come integratore coadiuvante in alcune problematiche tipiche della menopausa.
Il principio attivo principale della griffonia, il 5-HTP, è particolarmente interessante perché, una volta assorbito dall’organismo, viene convertito in serotonina nel sistema nervoso centrale. Questo aumento di serotonina può contribuire a migliorare l’umore, ridurre l’ansia, calmare l’irritabilità e favorire un sonno più regolare. In sostanza, la griffonia agisce come un “antidepressivo naturale”: non sostituisce i farmaci antidepressivi tradizionali nei casi di depressione grave, ma può rappresentare un valido coadiuvante nei disturbi lievi o moderati legati a stress, ansia o cambiamenti ormonali.
In particolare, durante la menopausa, molte donne sperimentano sintomi legati alle fluttuazioni ormonali, come sbalzi d’umore, irritabilità, insonnia e senso di agitazione. Questi disturbi sono spesso collegati a una riduzione dei livelli di serotonina dovuta al calo degli estrogeni. L’assunzione di estratti di Griffonia simplicifolia, titolati in 5-HTP, può contribuire a migliorare il tono dell’umore, favorire un sonno più ristoratore e sostenere complessivamente il benessere psicologico in questa fase della vita.
Oltre al 5-HTP, la griffonia contiene anche alcaloidi, tannini e altri composti bioattivi che, seppur presenti in quantità minori, possono modulare l’attività del sistema nervoso e contribuire a un effetto sinergico sul benessere emotivo.
In sintesi, la griffonia rappresenta un rimedio fitoterapico versatile e promettente, particolarmente indicato come supporto naturale per il miglioramento dell’umore, la riduzione dell’ansia e la gestione dei sintomi emotivi della menopausa. Grazie alla sua capacità di aumentare la serotonina endogena in modo graduale e fisiologico, offre un approccio delicato ma efficace, che può integrarsi bene con altre strategie di benessere psicofisico.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21779111/
Natural Medicines Database – Griffonia simplicifolia:
https://naturalmedicines.therapeuticresearch.com/databases/food,-herbs-supplements/professional.aspx?productid=870
Birdane, Y.O., et al. “Griffonia simplicifolia seed extract: neuropharmacological effects.” Phytotherapy Research, 2007:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17355585/
PubMed – 5-HTP e sintomi della menopausa:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15061522/

Il RIBES NIGRUM L. (famiglia Grossulariaceae), comunemente noto come ribes nero, rappresenta uno dei rimedi più utilizza...
05/04/2026

Il RIBES NIGRUM L. (famiglia Grossulariaceae), comunemente noto come ribes nero, rappresenta uno dei rimedi più utilizzati in fitoterapia e gemmoterapia per il trattamento delle manifestazioni allergiche. In particolare, il gemmoderivato (M.G.) 1DH, ottenuto dalla macerazione glicerica delle gemme fresche, è considerato un rimedio ad azione cortison-like, con proprietà antinfiammatorie, immunomodulanti e antistaminiche.
Negli ultimi decenni, l’interesse verso questo fitocomplesso è cresciuto grazie alla sua capacità di modulare la risposta allergica senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci corticosteroidei.
Le gemme di Ribes nigrum sono ricche di:
• Flavonoidi (quercetina, kaempferolo, miricetina)
• Glicosidi fenolici
• Oli essenziali
• Proantocianidine
Questi composti sono noti per la loro attività:
• antiossidante
• antinfiammatoria
• stabilizzante delle membrane cellulari
In particolare, i flavonoidi svolgono un ruolo chiave nella modulazione della risposta immunitaria e allergica.
L’attività antistaminica del gemmoderivato di Ribes nigrum si esplica attraverso diversi meccanismi sinergici:
1. Inibizione dell’azione dell’istamina
Il fitocomplesso è in grado di contrastare gli effetti dell’istamina, principale mediatore delle reazioni allergiche (rinite, orticaria, congiuntivite).
2. Stimolazione corticosurrenalica
Le gemme agiscono stimolando la corteccia surrenale, aumentando la produzione endogena di cortisolo, con effetti:
• antinfiammatori
• antiedemigeni
• antiallergici
Questo spiega la definizione di “cortisone naturale” frequentemente attribuita al rimedio.
3. Stabilizzazione dei mastociti
I flavonoidi contribuiscono a ridurre la degranulazione dei mastociti, limitando il rilascio di mediatori pro-infiammatori e istamina.
Attività antiallergica
Il gemmoderivato M.G. 1DH di Ribes nigrum è impiegato principalmente nella prevenzione e nel trattamento delle allergie respiratorie e cutanee:
Indicazioni principali
• rinite allergica stagionale
• asma allergico (coadiuvante)
• congiuntivite allergica
• dermatiti e orticaria
Effetti clinici osservati
• riduzione della sintomatologia (starnuti, prurito, congestione)
• miglioramento della pervietà delle vie respiratorie
• diminuzione della reattività allergica
L’azione è sia preventiva (uso pre-stagionale) sia sintomatica durante le crisi allergiche.
Oltre all’effetto diretto sull’istamina, il Ribes nigrum esercita un’azione di regolazione del sistema immunitario:
• aumento della resistenza aspecifica
• modulazione della risposta Th1/Th2
• supporto nella fase infiammatoria cronica
Questa attività contribuisce a ridurre la frequenza e l’intensità delle manifestazioni allergiche nel tempo.
Il Ribes nigrum M.G. 1DH rappresenta un rimedio fitoterapico di grande interesse per il trattamento delle allergie grazie alla sua:
• azione antistaminica naturale
• stimolazione corticosurrenalica
• attività antinfiammatoria e immunomodulante
Pur non sostituendo completamente i farmaci antiallergici nei casi più gravi, può essere considerato un valido coadiuvante o alternativa nei quadri lievi-moderati, soprattutto in ottica preventiva.
1. Kempuraj D, Madhappan B, Christodoulou S, et al. Flavonols inhibit mast cell activation. Br J Pharmacol. 2005;145(7):934–944.
2. Rogerio AP, Kanashiro A, Fontanari C, et al. Anti-inflammatory activity of quercetin and isoquercitrin. Eur J Pharmacol. 2007;559(2-3):126–131.
3. Middleton E Jr, Kandaswami C, Theoharides TC. The effects of plant flavonoids on mammalian cells. Pharmacol Rev. 2000;52(4):673–751.
4. Rossi F, et al. Herbal medicine for allergic diseases: evidence and mechanisms. Curr Med Chem. 2012.
5. Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Tecniche Nuove.
6. EMA (European Medicines Agency). Assessment report on Ribes nigrum L.
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Il Partenio (Tanacetum parthenium), noto anche come feverfew, è una pianta officinale appartenente alla famiglia delle A...
05/04/2026

Il Partenio (Tanacetum parthenium), noto anche come feverfew, è una pianta officinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae, tradizionalmente impiegata nella prevenzione della cefalea, in particolare dell’emicrania. Il suo interesse in ambito clinico deriva dalla presenza di un fitocomplesso articolato, cioè un insieme di sostanze attive che agiscono in modo sinergico su diversi meccanismi fisiopatologici.
Il costituente più studiato è il parthenolide, un lattone sesquiterpenico considerato il principale responsabile dell’attività farmacologica. Tuttavia, il partenio contiene anche altri lattoni sesquiterpenici (come costunolide e artecanina), oltre a una serie di flavonoidi (apigenina, luteolina, quercetina), oli essenziali (tra cui canfora e borneolo), acidi fenolici e tannini. Questa complessità chimica contribuisce a un’azione multimodale, che è probabilmente alla base della sua efficacia clinica.
Dal punto di vista farmacodinamico, il partenio esercita diversi effetti rilevanti nella fisiopatologia dell’emicrania. Il parthenolide e gli altri lattoni sesquiterpenici sono in grado di inibire il rilascio di serotonina dalle piastrine e di modulare l’attività dei recettori serotoninergici, un aspetto centrale nei meccanismi dell’attacco emicranico. Inoltre, questi composti interferiscono con l’attivazione del fattore di trascrizione NF-κB, contribuendo a una riduzione della produzione di mediatori pro-infiammatori.
I flavonoidi presenti nel partenio svolgono un ruolo complementare, grazie alle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, mentre gli oli essenziali possono contribuire a un lieve effetto spasmolitico e vasomodulatore. Nel complesso, il fitocomplesso del partenio sembra ridurre l’infiammazione neurogena e la sensibilizzazione del sistema trigemino-vascolare, che rappresenta uno dei principali substrati biologici dell’emicrania.
Le evidenze cliniche disponibili indicano che il partenio può essere utile soprattutto nella profilassi dell’emicrania. Alcuni studi randomizzati controllati hanno evidenziato una riduzione della frequenza e, in misura minore, dell’intensità degli attacchi. Una revisione sistematica condotta dalla Cochrane Collaboration evidenzia un beneficio potenziale, ma sottolinea la necessità di studi più rigorosi e omogenei.
Per quanto riguarda la sicurezza, il partenio è generalmente ben tollerato. Gli effetti collaterali più comuni includono disturbi gastrointestinali. Sono possibili reazioni allergiche, in particolare nei soggetti sensibili alle Asteraceae. L’uso è controindicato in gravidanza, per un possibile effetto uterotonico, e richiede cautela nei pazienti in trattamento con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, per un potenziale aumento del rischio emorragico.
In conclusione, il partenio rappresenta una opzione fitoterapica complessa e multifattoriale nella prevenzione dell’emicrania, in cui l’efficacia non dipende da un singolo principio attivo ma dall’interazione di più componenti del fitocomplesso. Pur offrendo un’alternativa interessante nei casi lievi o nei pazienti intolleranti ai farmaci convenzionali, il suo utilizzo dovrebbe essere inserito in un inquadramento clinico appropriato e non sostituisce le terapie profilattiche di prima linea nei quadri più severi.
Cochrane Database of Systematic Reviews:
https://doi.org/10.1002/14651858.CD002286.pub2
European Medicines Agency (EMA), monografia su Tanacetum parthenium:
https://www.ema.europa.eu/en/documents/herbal-monograph/tanaceti-parthenii-herba_en.pdf
Diener HC et al. “Efficacy and safety of feverfew extract in migraine prevention”:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11167908/
Pittler MH, Ernst E. “Feverfew for preventing migraine”:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16034960/

Le perle di olio di borragine rappresentano una forma pratica e concentrata di integrazione nutrizionale, ottenuta dall’...
05/04/2026

Le perle di olio di borragine rappresentano una forma pratica e concentrata di integrazione nutrizionale, ottenuta dall’olio estratto dai semi della Borago officinalis. Questa formulazione in capsule molli consente un dosaggio preciso e una migliore conservazione dei principi attivi, proteggendoli dall’ossidazione.
Ciò che rende particolarmente interessante l’olio di borragine è il suo elevato contenuto di acido gamma-linolenico (GLA), un acido grasso polinsaturo appartenente alla famiglia degli omega-6. Il GLA svolge un ruolo importante nei processi fisiologici legati alla produzione di prostaglandine, molecole coinvolte nella regolazione delle risposte infiammatorie e ormonali.
Dal punto di vista dei benefici, l’assunzione di perle di olio di borragine è spesso associata al benessere della pelle: il GLA contribuisce infatti a mantenere l’idratazione cutanea, migliorando elasticità e funzione barriera, risultando utile in caso di secchezza o pelle sensibile. Parallelamente, grazie alla sua azione modulante sui mediatori infiammatori, può offrire un supporto nei disturbi caratterizzati da infiammazione lieve.
Un altro ambito di interesse riguarda l’equilibrio ormonale femminile. Le perle di olio di borragine vengono frequentemente utilizzate come supporto nutrizionale nei sintomi della sindrome premestruale, come tensione mammaria, irritabilità e ritenzione idrica, contribuendo a una regolazione più armoniosa delle fluttuazioni ormonali.
Non meno rilevante è il possibile contributo al benessere cardiovascolare: alcuni studi suggeriscono che il GLA possa favorire un profilo lipidico equilibrato e sostenere la funzionalità vascolare, se inserito in uno stile di vita sano.
EFSA. Scientific opinions on dietary fats and fatty acids. Disponibile su: https://www.efsa.europa.eu
NIH Office of Dietary Supplements. Dietary Supplements Fact Sheets: Fatty Acids. Disponibile su: https://ods.od.nih.gov
Ministero della Salute. Linee guida sugli integratori alimentari. Disponibile su: https://www.salute.gov.it
Fan, Y.Y., Chapkin, R.S. (1998). Importance of dietary gamma-linolenic acid in human health and nutrition. Journal of Nutrition.
Simopoulos, A.P. (2002). The importance of the ratio of omega-6/omega-3 essential fatty acids. Biomedicine & Pharmacotherapy.

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