Logopedista.CristinaIosa

Logopedista.CristinaIosa Logopedista e Tutor DSA

28/10/2025

Dietro ogni banco si nasconde una mente che non sempre si vede chiaramente.
In Italia oggi si stima che almeno un bambino in ogni classe abbia capacità cognitive superiori alla media. Non si tratta solo di talento precoce, ma spesso anche di difficoltà a essere compresi appieno.
Studi recenti, come quelli condotti dalla professoressa Maria Assunta Zanetti dell'Università di Pavia, indicano che circa il 5% della popolazione infantile italiana mostra un alto potenziale cognitivo, mentre il 2% possiede doti eccezionali. Questo significa che non si tratta più di un'eccezione rarissima, ma di una realtà presente nelle nostre scuole.
Tuttavia, questi bambini plusdotati non sempre vengono riconosciuti. La loro discrezione nel manifestare il talento e gli stereotipi diffusi complicano l'individuazione, specialmente per le bambine, che spesso sono considerate semplicemente "brave" o "studentesse modello", senza che il loro vero potenziale venga adeguatamente valorizzato.
Molti tra questi giovani imparano più rapidamente dei coetanei, ma possono mostrarsi annoiati o distratti durante le lezioni tradizionali, dando a volte l'impressione di non partecipare o essere poco interessati.
Un esempio noto è Alessandro Gervasi, un bambino di 6 anni con orecchio assoluto, che si è distinto a Sanremo 2025 per il suo talento musicale, ricevendo riconoscimenti pubblici. Tuttavia, la maggior parte dei bambini prodigio resta spesso invisibile e a rischio di isolamento sociale.
Secondo gli esperti, il ruolo degli insegnanti e il supporto delle famiglie risultano fondamentali per riconoscere questi talenti, evitando così che si sentano "diversi" o isolati.
Questa nuova prospettiva rovescia l'idea tradizionale del bambino prodigio come un'eccezione straordinaria, mostrandolo invece come una risorsa preziosa e diffusa nelle aule italiane, pronta a esprimersi se accompagnata nel modo giusto.
Resta una sfida educativa significativa, che richiede consapevolezza e formazione continua per valorizzare appieno ogni mente brillante nel nostro sistema scolastico.

26/10/2025

Le mani raccontano il pensiero dei bambini.

Nel 1950 la pedagogista Maria Montessori intuì un concetto fondamentale: le mani sono lo strumento principale dell'intelligenza umana. Lo osservò studiando i movimenti dei bambini, che prima di imparare a parlare o a ragionare in modo astratto, esploravano il mondo toccando, afferrando e manipolando oggetti.

Le sue classi erano organizzate con materiali concreti da manipolare, come incastri e oggetti da versare o costruire. Per Montessori, ogni gesto manuale rappresentava un "pensiero in movimento", un ponte tra idea e realtà che stimolava direttamente lo sviluppo cerebrale.

Oggi, la neuroscienza ha fornito conferme sorprendenti. Numerosi studi indicano che nei primi anni di vita le connessioni cerebrali si moltiplicano attraverso l'esperienza manuale. Le mani attivano non solo le aree dedicate al movimento, ma anche quelle responsabili della memoria, dell'attenzione, della creatività e persino delle abilità matematiche.

Ciò dimostra come il semplice gesto di prendere in mano, smontare o costruire non sia un gioco, ma una base concreta per la formazione dell'intelligenza futura.

Il metodo Montessori, nato da osservazioni oltre settant'anni fa, continua a influenzare le migliori pratiche educative moderne in tutto il mondo. Questa lunga continuità tra intuizione e ricerca scientifica ci invita a riflettere su quanto l'apprendimento sia profondamente legato all'esperienza diretta e tattile, più di quanto si pensasse una volta.

Comprendere questa relazione tra mani e mente apre nuove prospettive sul modo in cui pensiamo l'educazione oggi, confermando la visione di Montessori e suggerendo la centralità del contatto fisico nella crescita umana.

Prenotatevi entro domenica, vi aspettiamo ☀️
02/10/2025

Prenotatevi entro domenica, vi aspettiamo ☀️

Una "CASSETTA DEGLI ATTREZZI" per insegnanti, educatori e genitori che lavorano con i DSA o che vogliono approfondire qu...
30/09/2025

Una "CASSETTA DEGLI ATTREZZI" per insegnanti, educatori e genitori che lavorano con i DSA o che vogliono approfondire questo mondo. Lo consiglio vivamente ☀️

28/09/2025
Una danza tantrica nata quasi 50 anni fa che espande la mente e apporta tanti benefici al corpo. Una volta imparata potr...
23/09/2025

Una danza tantrica nata quasi 50 anni fa che espande la mente e apporta tanti benefici al corpo. Una volta imparata potrai praticarla da sola.
Ti aspettiamo martedì 7 ottobre 💖

18/09/2025
05/09/2025

L’errore è alla base dell’apprendimento: per imparare a fare bene qualcosa serve sbagliare, serve un esercizio costante e continuativo.
Aiutiamo bambini e ragazzi a non concentrarsi solo sul risultato raggiunto, ma valorizziamo l’impegno, il fatto che si siano divertiti, che si siano messi alla prova. Il genitore deve aiutare a capire che gli errori fanno parte dell’esperienza e che il successo sta nell’accettare anche la sconfitta, nel capire cosa è andato storto per migliorarsi, crescere e imparare.

18/08/2025

Quando una madre bacia suo figlio sulla fronte, non è solo un gesto di tenerezza: è la biologia che tesse un legame invisibile e profondo.
In quell’attimo semplice, nel cervello si innesca una straordinaria sinfonia neurochimica che rafforza la connessione e favorisce il benessere.

Gli studi di neuroimmagine hanno rivelato la complessa danza che prende vita nel cervello:

Il nucleo accumbens e le vie della dopamina si accendono, generando gioia e consolidando quel legame primario ed essenziale tra madre e figlio.

Amigdala e ipotalamo, architetti delle emozioni e della regolazione, si attivano alimentando un senso profondo di sicurezza e appartenenza.

L’ossitocina, la celebre “ormone dell’amore”, inonda entrambi i corpi, riducendo lo stress, sigillando la fiducia e approfondendo l’attaccamento reciproco.

Per il bambino, quel bacio è molto più di un semplice conforto superficiale:

Calma i circuiti dello stress, abbassando i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress).

Attenua le paure e nutre la resilienza emotiva.

Diventa una prima lezione su come affrontare il mondo sentendosi sicuro.

Il bacio di una madre non è mai ordinario: è la manifestazione di una biologia antica, una promessa silenziosa di protezione e presenza incondizionata.
In quel fugace istante, nel cervello del bambino nasce un autentico rifugio emotivo, e le radici di una sicurezza destinata a durare tutta la vita cominciano a crescere. 💕

Ci rivedremo a settembre!
14/08/2025

Ci rivedremo a settembre!

Facciamo sperimentare la preziosità della noia ai nostri bambini, impareranno ad apprezzarla 💖
29/07/2025

Facciamo sperimentare la preziosità della noia ai nostri bambini, impareranno ad apprezzarla 💖

La noia è un regalo...

26/07/2025

Ma quell’8 non vale, perché hai usato la mappa.

Succede spesso. Lo studente dislessico ottiene un buon risultato usando gli strumenti previsti nel PDP e subito parte il sospetto: “Eh, ma ha copiato”. “Ha avuto un vantaggio”. “Con la mappa è troppo facile”.

Ma questa visione è profondamente errata, sia dal punto di vista pratico, legale ma soprattutto scientifico.

Le mappe concettuali, così come altri strumenti compensativi, non sono facilitatori del contenuto, ma mediatori cognitivi. Non danno la risposta: aiutano a trovare un percorso per arrivarci.

Lo chiariscono tutte le norme dalla Leg 170 ad oggi, le quali indicano gli strumenti compensativi come strumenti per rendere accessibili le prove di apprendimento, in coerenza con la funzione esecutiva compromessa nei DSA, senza alterare gli obiettivi didattici.

Quindi no, usare la mappa non è barare.
È mettersi in condizione di giocare la stessa partita degli altri, con un paio di scarpe adatte.

Ecco tre modi per cambiare questa credenza errata:

1. Riconosci il merito anche con gli strumenti: il risultato è valido se ha rispettato gli obiettivi, non se ha faticato “come gli altri”.

2. Forma il consiglio di classe sull’uso funzionale delle mappe, distinguendo tra supporto e facilitazione illecita.

3. Coinvolgi lo studente nella costruzione della propria mappa: è lì che si forma davvero il pensiero.

Perché se un bambino ottiene 8 con la mappa, non ha barato.
Ha solo trovato un modo per farsi capire.

E se quel modo funziona, è il nostro sguardo che deve cambiare.
Non il suo metodo.

Indirizzo

Via Cavour 5
Villar Perosa
10069

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 19:00
Venerdì 08:30 - 19:00

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