02/03/2026
Le nostre verità più profonde, i nostri bisogni e le emozioni direttamente collegate a essi non ci parlano molto. Hanno una voce sottile e dolce, il sussurro del Poeta o della Poetessa interiore.
Ma per poterlo ascoltare, dobbiamo andare nel regno di queste verità. E questo richiede molto: coraggio, curiosità e il lasciar andare dei giudizi. Poter essere presenti e mantenere spazio per qualunque cosa troviamo lì. Può essere doloroso, vergognoso e, spesso, ci ritrattiamo istintivamente.
Restare fermi ed essere presenti a qualcosa e a qualcuno sono scelte consapevoli e, ancora una volta, ci vuole coraggio.
Ecco perché è il dono più grande che si possa fare a se stessi e agli altri.
Nello spazio che si apre quando siamo presenti e aperti a qualunque cosa ci sia, con l'unica intenzione di dargli spazio per aprirsi e mostrarsi, accade qualcosa di magico. Ciò che è spiacevole e doloroso può rivelare la propria verità sottostante e spesso dissolversi perché l'ha fatto.
Rallentare e dare voce a queste verità è ciò che chiama in vita il nostro Poeta e la nostra Poetessa.
Il linguaggio della nostra realtà interiore e degli avvenimenti è poetico, metaforico, simbolico ed evocativo.
Non esiste una voce giusta o sbagliata.
C'è bellezza non solo nella nostra parte morbida che si manifesta, ma anche nella poesia della sua espressione individuale.