19/11/2020
Il cyber flashing, la nuova molestia digitale
Si sta diffondendo una nuova subdola forma di molestia sessuale digitale: il cyber flashing, ossia la ricezione di immagini oscene (perlopiù genitali maschili) attraverso servizi di messaggistica che usano bluetooth o AirDrop (installata su prodotti Apple) per condividere foto, video e documenti e altro con dispositivi che si trovano nelle vicinanze). In Italia i dati sono poco significativi e il numero di segnalazioni e denunce pervenute non consentono ancora di parlare di un fenomeno diffuso a livello nazionale. Ma nei paesi anglosassoni la cosa sta assumendo proporzioni sempre più vaste. Secondo dati raccolti nel 2017 dalla società di ricerca YouGov, nel Regno Unito oltre il 40 per cento delle donne tra i 25 e i 35 anni afferma di aver ricevuto un’immagine non richiesta di genitali maschili. Negli Stati Uniti il 53% delle donne tra i 18 e i 29 anni afferma di aver ricevuto immagini esplicite che non aveva richiesto, secondo una indagine effettuata dal Pew Research Center nel 2017. Il cyber flashing si verifica tipicamente in luoghi in cui persone sconosciute fra loro si trovano a distanza ravvicinata, quindi perlopiù sui mezzi di trasporto, nelle stazioni o nei bar.
Dopo il revenge p**n (cresciuto in pandemia) arriva una nuova forma di molestia digitale: il cyber flashing. Cos'è, come difendersi, i siti, le associazioni