Dott.ssa Federica Firullo Pedagogista

Dott.ssa Federica Firullo Pedagogista Mediatrice Feuerstein. Perfezionata in DSA, ADHD, BES. Docente di Sostegno Specializzata, superiori di II grado. Pedagogista in équipe scolastica.

Perfezionata in tecniche di Linguaggio e a Comunicazione. Iscritta all'Università di Catania, ha conseguito la laurea come dottore in Educatore dell'Infanzia presso la facoltà di Scienze della Formazione nel 2010. Laurea in Scienze Pedagogiche presso l'Università degli Studi Pegaso nel 2018, parallelamente si è specializzata nel trattamento e potenziamento DSA, conseguendo il Master in Disturbi Sp

ecifici dell'Apprendimento presso l'Istituto Galton -Psicologia e Neuroscienze. Sempre a contatto con bambini e ragazzi di tutte le età grazie ad una decennale esperienza in Azione Cattolica, organizzando campi scuola educativi ed eventi associativi sia a livello diocesano che territoriale, a stretto contatto con le famiglie e varie equipè di lavoro. Attività svolte presso lo studio: trattamento e valutazione DSA e potenziamento delle Difficoltà di apprendimento; affiancamento didattico e pedagogico nelle attività di studio per bambini e ragazzi di ogni ordine e grado, tramite un approccio di tipo educante, per consentire lo sviluppo di strategie autonome di studio; sostegno e consulenza alla genitorialità. Inoltre si occupa anche di screening nelle scuole per l'identificazione precoce di bambini a rischio DSA in età prescolare e scolare (scuola dell'infanzia ed elementare) e promuove tavole rotonde e confronti didattico-pedagogici per insegnanti di ogni ordine e grado.

In greco antico, la parola che corrisponde ad Educazione è Paideia (παιδεία).👶Paîs (παῖς) è la radice da cui deriva il t...
06/09/2026

In greco antico, la parola che corrisponde ad Educazione è Paideia (παιδεία).

👶Paîs (παῖς) è la radice da cui deriva il termine, che significa "fanciullo" o "bambino".

📚Paideuo (παιδεύω) è il verbo correlato, che significa "allevare un bambino", "istruire" o "formare".

Il senso profondo della Paideia, a differenza del termine latino (che si concentra più sull'atto di "ti**re fuori: e-ducere") per il concetto greco era molto più ampio e profondo. Si parlava di formazione globale, non solo riferito all'istruzione scolastica, ma alla formazione completa dell'essere umano. Infatti includeva: la cura del corpo (ginnastica);
la formazione della mente (filosofia, retorica, scienze);
lo sviluppo dello spirito (musica e morale).

L'obiettivo finale della Paideia era modellare il fanciullo in un perfetto cittadino (polítes), capace di partecipare attivamente e virtuosamente alla vita della polis (la città-stato).

Dalla stessa radice "Pais" derivano molte parole che usiamo ancora oggi in ambito educativo, prima fra tutte:
Pedagogia (da paîs + ágō, condurre), guida del fanciullo.

Oggi sappiamo che la Pedagogia è Scienza della Formazione, Scienza apicale con un proprio paradigma ed un proprio rigore scientifico. La Pedagogia deve essere riconosciuta al pari di altre Scienze che accompagnano e guidano la cura e la crescita dell' essere umano in tutto l' arco della sua vita, in tutti i contesti da lui vissuti: Famiglia, Scuola, Società.

L' Educatore, in quanto Anello Mediatore di questo processo di crescita e sviluppo, deve poter dare vita ad esperienze d'Apprendimento che aiutino e accompagnino il soggetto nello sviluppo delle sue Funzioni Esecutive ovunque sia chiamato ad intervenire👣🧠🫀🎯

Apprendimento=TrasformazioneCome ha mostrato Eric Kandel, l’esperienza non si limita ad aggiungere informazioni: modific...
06/09/2026

Apprendimento=Trasformazione

Come ha mostrato Eric Kandel, l’esperienza non si limita ad aggiungere informazioni: modifica l’attività delle cellule nervose, rafforza o riorganizza le connessioni sinaptiche e può produrre cambiamenti nell’espressione genica.

L’apprendimento è dunque un processo profondamente biologico, ma mai isolato dal corpo, dalle emozioni e dall’ambiente. Il cervello si sviluppa e si riorganizza dentro le relazioni, attraverso l’esperienza e nel dialogo continuo con il contesto.

È in questa prospettiva che l’educazione assume una responsabilità decisiva: ogni esperienza educativa può diventare esperienza di plasticità, sviluppo e cambiamento.

Vi aspettiamo😎Dal 7 settembre il Centro Pedagogico riaprirà le porte a Bambini, Ragazzi, Famiglie e Adulti! Pronti a viv...
02/09/2026

Vi aspettiamo😎
Dal 7 settembre il Centro Pedagogico riaprirà le porte a Bambini, Ragazzi, Famiglie e Adulti! Pronti a vivere tante nuove avventure insieme♥️

Tutto pronto... o quasi 😅Ricarichiamo le ultime Duracell prima della partenza settembrina📚🙂😃In una nuova sede, tante nov...
25/08/2026

Tutto pronto... o quasi 😅
Ricarichiamo le ultime Duracell prima della partenza settembrina📚🙂😃
In una nuova sede, tante novità, progetti e avventure ci aspettano anche quest'anno.
Prenotate la vostra consulenza tramite mail o telefonata, saremo pronti ad accogliere le vostre richieste, i vostri dubbi o curiosità, le vostre risate o le vostre preoccupazioni. La guida Pedagogica aiuta a costruire ed affrontare le sfide Educative e di crescita personale a qualsiasi età e in qualunque contesto, casa-scuola-sport-tempo libero. Non è soltanto metodologie e didattica da imparare e perfezionare. La Pedagogia è Scienza, Cuore, Mediazione e Formazione costante♥️

Vi aspettiamo... 📚😃♥️

24/08/2026

Quando in classe o nei contesti educativi dedicati all' apprendimento vengono attenzionati bambini e ragazzi con difficoltà "presunte" di Apprendimento, non necessariamente si deve subito ricorrere a strumenti appositi. Inizialmente si può
far riferimento all’osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal
disturbo: lettura, scrittura, calcolo.
Ad esempio, per ciò che riguarda la 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮, è possibile osservare la presenza di errori ricorrenti, che possono apparire comuni ed essere frequenti in una fase di apprendimento o in una classe precedente, ma che si presentano a lungo ed in modo non occasionale. Nei ragazzi più grandi è possibile notare l’estrema difficoltà a controllare le regole ortografiche o la punteggiatura.
Per quanto concerne la 𝗹𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮, possono essere indicativi il permanere di una lettura sillabica
ben oltre la metà della prima classe primaria; la tendenza a leggere la stessa parola in modi diversi
nel medesimo brano; il perdere frequentemente il segno o la riga. Impiegare tanto tempo per portare a termine anche semplici periodi presenti in un testo proposto.
Per quanto riguarda il processamento logico-matematico bisogna fare attenzione alle varie Funzioni Esecutive delegate all'acquisizione sintattica del numero, ai procedimenti sia mentali che scritti del calcolo numerico e al ragionamento logico che si cela dietro ogni passaggio chiamato in causa. Tutte procedure che andranno a maturare in modo più completo a fine terza elementare.
👉🏼 Quando un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e potenziamento e, se anche a seguito di tali interventi, l’atipia permane, sarà necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato, consigliando di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza o meno di un disturbo specifico di apprendimento o altre difficoltà che ne inficiano le prestazioni. (Linee guida DSA, 2011).

PRIMA IO ! E L’ALTRO? Molti comportamenti che gli adulti interpretano come egoismo sono, in realtà, una normale espressi...
19/08/2026

PRIMA IO ! E L’ALTRO? Molti comportamenti che gli adulti interpretano come egoismo sono, in realtà, una normale espressione dello sviluppo.

Il “prima io” appartiene alle prime fasi dell’infanzia ed è il riflesso di una mente ancora impegnata a costruire la propria identità, a distinguere sé stessa dagli altri e a comprendere il significato delle relazioni.

Le neuroscienze dello sviluppo mostrano che la capacità di considerare il punto di vista altrui, condividere, attendere il proprio turno e cooperare emerge progressivamente grazie alla maturazione delle funzioni cognitive, emotive e sociali. Non è una conquista automatica: richiede tempo, esperienza e una guida educativa adeguata.

Il problema non è il bambino che attraversa questa fase, ma l’adulto che la considera un punto di arrivo anziché una tappa evolutiva.

Quando il naturale egocentrismo infantile viene accompagnato dall’educazione, si trasforma gradualmente in empatia, reciprocità e senso di appartenenza. Quando invece rimane esasperato e non trova limiti, può compromettere la qualità delle relazioni, la capacità di cooperare e il riconoscimento dei bisogni dell’altro.

Educare significa proprio questo: accompagnare il passaggio dal “prima io” al “anche l’altro esiste”.

18/08/2026

L’idea dell’𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘁𝗼 nasce negli anni ’90 grazie ai lavori di Jean Lave e Etienne Wenger, che hanno osservato che non si impara mai da soli e mai nel vuoto; si impara dentro le situazioni, le relazioni, le pratiche quotidiane.
La conoscenza è un’esperienza che si costruisce mentre partecipiamo a una comunità. Lave e Wenger hanno studiato come apprendono le persone nella vita reale: apprendisti, artigiani, gruppi professionali.
Hanno visto che l’apprendimento non è un “prima studio, poi applico”, ma un processo immerso nella pratica: osservi, provi, sbagli, riprovi e apprendi sempre un po’ di più. Da qui nasce il concetto di 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮: gruppi che crescono perché condividono problemi, strumenti, linguaggi, rituali. L’apprendimento situato funziona proprio perché 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗲.
👉🏼 L’apprendimento situato ci ricorda che la scuola non deve essere il luogo dove si “trasmettono contenuti”, ma un ambiente dove si partecipa a pratiche di conoscenza, attraverso la realizzazione cooperativa di compiti autentici. L’apprendimento avviene quando l'alunno (o lo studente) partecipa; quando sente di appartenere a una comunità che costruisce significati insieme ed è lì che la conoscenza smette di essere teoria e diventa vita. 𝗟'𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 all'interno di un contesto reale. L’apprendimento è, infatti, profondamente sociale: le neuroscienze mostrano che, quando viviamo un’esperienza insieme ad altri, i nostri cervelli si sincronizzano, attivando le stesse aree negli stessi momenti. Questa sintonizzazione rende l’apprendimento più efficace, perché crea significati comuni, empatia e partecipazione reale.

La 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗶𝗴𝗻𝗲: educare è accompagnare a diventare; è formare un pensiero capace di orientarsi nel mondo.Il b...
06/04/2026

La 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗶𝗴𝗻𝗲: educare è accompagnare a diventare; è formare un pensiero capace di orientarsi nel mondo.
Il buon educatore, scrive Montaigne, deve “far trottare la mente” dell’allievo: non trasmettere verità già pronte, ma allenare a cercarle, a metterle in discussione, a farle proprie. La conoscenza, senza esperienza e riflessione, resta fragile.
La sua pedagogia ci ricorda che:
️l’apprendimento nasce dal dialogo autentico, non dalla passività;
️il sapere è vivo solo se diventa giudizio personale;
️educare significa coltivare libertà interiore, non conformità;
️ogni bambino ha bisogno di tempo, ascolto e fiducia per costruire la propria voce.
Una lezione attualissima: la SCUOLA non è un luogo dove si impara COSA pensare, ma dove si IMPARA A PENSARE❤️

Rodari mette bene a fuoco la differenza tra "accumulare informazioni e imparare a orientarsi nel sapere". La conoscenza ...
20/01/2026

Rodari mette bene a fuoco la differenza tra "accumulare informazioni e imparare a orientarsi nel sapere". La conoscenza non è qualcosa da trasferire in modo meccanico, né cresce per accumulo. È un processo vivo, che si costruisce nel tempo attraverso domande, tentativi, errori e scoperte.
Egli ha sempre legato l’apprendimento alla curiosità e all’immaginazione. Nei suoi scritti, imparare significa esplorare, sperimentare, trovare connessioni, non limitarsi a ripetere ciò che è già dato. La metafora dell’oceano restituisce bene questa idea: il sapere non è qualcosa che si possiede una volta per tutte, ma uno spazio aperto che ciascuno attraversa secondo i propri tempi e le proprie forze. Il compito dell’educazione non è riempire, ma rendere capaci di navigare. L’immaginazione non è evasione, ma uno strumento cognitivo. 🚦La scuola DEVE insegnare a pensare, non a ripetere. Errore, GIOCO e creatività sono parti essenziali dell’apprendimento♥️

Siamo fatti così... siamo proprio fatti così ♥️🧠CORTECCIA PREFRONTALE: organizzazione funzionale e ruolo nei processi co...
20/01/2026

Siamo fatti così... siamo proprio fatti così ♥️

🧠CORTECCIA PREFRONTALE: organizzazione funzionale e ruolo nei processi cognitivi ed emotivi.

La corteccia prefrontale (PFC) rappresenta una delle regioni corticali più evolute del cervello umano ed è cruciale per l’integrazione dei processi cognitivi, emotivi e comportamentali. Svolge un ruolo centrale nelle funzioni esecutive, nel controllo del comportamento, nella regolazione delle emozioni e nelle interazioni sociali.

Dal punto di vista funzionale, la corteccia prefrontale può essere suddivisa in quattro principali aree:

🔹Corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC)
🔹Corteccia prefrontale ventromediale (VMPFC)
🔹Corteccia orbitofrontale (OFC)
🔹Corteccia cingolata anteriore (ACC)

Queste regioni cooperano in modo dinamico, ma presentano funzioni specifiche.

💡La Corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) è considerata il nucleo delle funzioni esecutive. Le sue principali funzioni includono:

🔹Memoria di lavoro (mantenimento e manipolazione delle informazioni)
🔹Pianificazione e problem solving
🔹Flessibilità cognitiva
🔹Controllo attentivo
🔹Inibizione delle risposte inappropriate

Questa regione è fondamentale per il comportamento orientato al futuro e per l’adattamento a contesti complessi e mutevoli. Lesioni della DLPFC determinano difficoltà nella pianificazione, perseverazione (ripetere la stessa risposta anche se inefficace) e ridotta capacità decisionale.

💡 La Corteccia prefrontale ventromediale (VMPFC) integra informazioni cognitive ed emotive ed è implicata nella:

🔹Valutazione del valore emotivo delle esperienze
🔹Decision making basato su ricompensa e punizione
🔹Regolazione delle emozioni
🔹Empatia e comportamento sociale

Questa regione media il dialogo tra la PFC e il sistema limbico. Un suo malfunzionamento è associato a comportamenti impulsivi, scarsa consapevolezza delle conseguenze emotive delle proprie azioni e alterazioni della personalità.

💡 La Corteccia orbitofrontale (OFC) è cruciale per:

🔹Valutazione delle ricompense
🔹Apprendimento per rinforzo
🔹Aggiornamento del valore degli stimoli
🔹Inibizione comportamentale

L’OFC consente di modificare il comportamento quando cambiano le condizioni ambientali. Danni a questa area sono spesso associati a disinibizione, comportamenti socialmente inappropriati e difficoltà nel riconoscere segnali di punizione.

💡La Corteccia cingolata anteriore (ACC) svolge una funzione di monitoraggio e controllo ed è coinvolta in:

🔹Rilevazione del conflitto
🔹Monitoraggio dell’errore
🔹Regolazione dello sforzo cognitivo
🔹Motivazione
🔹Elaborazione del dolore (soprattutto componente affettiva)

Agisce come interfaccia tra processi cognitivi e motivazionali, segnalando la necessità di un maggiore controllo esecutivo.

💡Le aree della corteccia prefrontale operano come una rete integrata, piuttosto che come moduli isolati. Alterazioni della PFC sono implicate in numerose condizioni neurologiche tra cui la malattia di Alzheimer e altre demenze.

🧠La corteccia prefrontale rappresenta il centro di controllo del comportamento umano complesso. Attraverso le sue sottoregioni specializzate, consente la pianificazione, la regolazione emotiva, il giudizio morale e l’adattamento sociale.

Indirizzo

Via Magenta, 129
Vittoria
97019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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