14/07/2026
Ho chiesto all’AI di generare un'immagine di un gladiatore che consuma un pasto e, devo dire, che Ridley Scott c’ha azzeccato di più con la zuppa di farro.
Non voglio ora criminalizzare l’intelligenza artificiale per avermi presentato la foto di un gladiatore di fronte ad un paio di succulente (e gonfie) fette di pollo, perché, comunque, per molto tempo è stato nell’immaginario comune pensare che la loro dieta fosse ricca di carne.
Nel 2014, però, arriva lo studio che smonta questa credenza comune (dieta mediterranea 1 - dieta paleo 0): dalle analisi degli isotopi presenti nei resti ossei di 22 gladiatori rinvenuti a Efeso è emerso che consumassero effettivamente una dieta prevalentemente vegetale, basata soprattutto su cereali e legumi, con un apporto di proteine animali molto più basso di quanto si fosse ipotizzato.
Non a caso i gladiatori erano chiamati 𝒉𝞸𝓻𝒅𝒆𝓪𝓻𝓲𝓲, cioè "mangiatori d'orzo". L'orzo era un alimento fondamentale nel mondo romano: economico, nutriente, facile da coltivare, conservare e trasportare. Insieme ai legumi garantiva l'energia necessaria per sostenere allenamenti e combattimenti.
La loro non era una dieta vegetariana, era la 𝑔𝑙𝑎𝑑𝒾𝑎𝘵ℴ𝑟𝒾𝑎𝓂 𝑠𝑎𝑔𝒾𝑛𝑎𝓂, a base di orzo, legumi (fagioli, fave e lenticchie) e avena, integrata con fichi, miele, olio d'oliva, aglio e cipolle. Prima dei combattimenti consumavano focacce a base di orzo, mentre per il recupero muscolare e minerale assumevano una particolare bevanda a base di cenere vegetale e aceto.
Il petto di pollo alla brace se lo sognavano, così come la carne rossa, che veniva consumata davvero in rarissimi casi, anche perché considerata un bene di lusso.
Pazzeschi i gladiatori.
E tutta quella fatica e forza senza nemmeno un pezzetto di merluzzo…
doi.org/10.1371/journal.pone.0110489