02/06/2026
Sono passati quattro anni dall'apertura della La Terra delle Streghe
Quattro anni fa il mio piccolo negozio finì al centro di una polemica che fece parlare giornali, televisioni e migliaia di persone. Un parroco lo definì pubblicamente un luogo di perdizione e invitò i fedeli a non frequentarlo, trasformando una semplice attività commerciale in uno scandalo nazionale.
All'epoca mi dissero che avrei dovuto chiudere, che sarei rimasta sola, che nessuno avrebbe sostenuto il progetto.
Invece La Terra delle Streghe è ancora qui.
Pensavo che, dopo quattro anni, quella vicenda fosse ormai archiviata.
E invece ieri ho ricevuto una email da un sacerdote di un'altra regione che, dopo aver letto quei vecchi articoli, ha deciso di scrivermi.
Nella lettera vengo definita "strega", si commenta la mia avvenenza, si parla di donne tentatrici, di castità sacerdotale, di corpi femminili, di minigonne, di scollature e perfino di una presunta strega che avrebbe messo in crisi un prete semplicemente esistendo.
Ma il passaggio che più mi ha colpita è un altro: il riferimento ai tempi in cui le donne considerate streghe venivano spogliate, legate a un palo e bruciate vive sul rogo.
Per fortuna siamo nel 2026.
L'Inquisizione non esiste più. I processi alle streghe non esistono più. I roghi non esistono più.
Le email, invece, a quanto pare sì.
Trovo surreale che, dopo quattro anni, una donna che vende libri, candele, incensi e cristalli riesca ancora a suscitare questo livello di attenzione e indignazione.
Non ho mai scritto a un sacerdote per spiegargli come dovrebbe vivere la propria fede.
Eppure c'è ancora chi sente il bisogno di scrivere a me per spiegarmi come dovrei vivere la mia spiritualità, la mia attività e perfino la mia esistenza.
Lascio qui sotto la lettera ricevuta.
Perché credo che certe parole si commentino da sole.
Nicoletta 🤍