11/10/2026
Questa sera la Luna sarà nuova. Non la vedremo nel cielo, ma sappiamo che è sempre lì.
È la Giornata mondiale della salute mentale.
Quante volte incontriamo qualcuno che ha una vita apparentemente normale, senza immaginare ciò che sta attraversando dentro di sé?
La Luna nuova ci offre un'immagine straordinaria: ciò che non vediamo continua a esistere. E la parte invisibile di una persona merita la stessa attenzione di quella che mostra al mondo.
È il 10 ottobre.
Nel Ki delle 9 Stelle, il numero 1 appartiene all'Acqua, alla notte, all'inverno, alle profondità della nostra esistenza. È il numero dell'intuizione, della sensibilità, dei sogni, ma anche delle paure che qualche volta preferiamo nascondere persino a noi stessi.
È difficile attraversare un periodo in cui perdiamo i nostri punti di riferimento.
Anche nella nostra vita interiore attraversiamo momenti di oscurità. A volte sono periodi di raccoglimento, altre volte diventano sofferenze profonde, che meritano ascolto, attenzione e, quando necessario, un aiuto competente.
L'Acqua del numero 1 ci invita proprio a questo: ascoltare ciò che si muove sotto la superficie: anche l'acqua più profonda ha bisogno di comunicare con la superficie. E quando le paure diventano troppo grandi, trovare qualcuno con cui parlarne può essere il primo gesto di autentica guarigione.
Il minuto del respiro
Trova una posizione comoda. Lascia riposare le mani e senti il contatto del corpo con ciò che lo sostiene. Inspira dolcemente, poi lascia uscire l'aria senza fretta. Ripeti per qualche respiro, senza cercare di modificare ciò che provi.
Per questo minuto concediti semplicemente di essere come sei.
Oggi è un giorno buono per:
– chiedere a qualcuno come sta, dedicando tempo alla sua risposta
– parlare di una preoccupazione che porti dentro da troppo tempo
– concederti una pausa dal rumore delle notizie e dei social
– fare una passeggiata in un luogo tranquillo, possibilmente vicino all'acqua
– ricordare a una persona cara che può contare su di te
Frase del giorno:
«Io accolgo anche ciò che di me rimane invisibile, con ascolto e gentilezza.»